Il direttore della Reggia di Venaria replica a Santagata che ha chiesto più idee, manager ed eventi interattivi «Non c'è nulla da ripensare alla Reggia di Venaria. Abbiamo fatto rinascere un luogo magico, che suscita il massimo coinvolgimento fra le sue architetture e i visitatori. Alcuni ci hanno scritto di essersi innamorati proprio qui. Le nostre telecamere ne hanno sorpresi altri mentre si baciavano, persino chi faceva l'amore di nascosto». Così, con una battuta scherzosa, Alberto Vanelli, direttore della residenza, replica agli articoli che in questi giorni hanno commentato il bilancio di visite nella dimora. L'hanno visitata 571 mila persone in oltre 7 mesi, su un milione annuo previsto nel primo triennio. «La Stampa» martedì scorso l'ha giudicato un «successino», un risultato «decoroso», su cui lavorare. L'assenza di toni più trionfali ha però sorpreso e dispiaciuto l'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva. Per di più ieri si è aggiunto Walter Santagata, uno dei massimi esperti in gestione economica dei beni culturali. Ha ricordato che per confermare l'interesse futuro su Venaria è «giunta l'ora della svolta. Non bastano i mattoni risanati. Ci vogliono idee, manager ed eventi interattivi, capaci di coinvolgere il pubblico». Tanto ha spinto Vanelli a replicare, anche a nome di Oliva: «Noi, dall'assessore ai custodi, siamo fieri del nostro successino. Questa reggia, che era un rudere dimenticato nella provincia, è ora un sito al quinto posto in Italia come visitatori. Dei 571 mila i soli 501 mila che l'hanno riscoperta dal 12 ottobre al 12 maggio scorso disegnano una proiezione che punta a 800-900 mila presenze l'anno. Se aggiungiamo i 150 mila visitatori del parco de La Mandria, raggiungiamo gli obiettivi». Quindi il problema non esiste? «Semmai è un altro. Il successo non si misura solo nella quantità. Sotto i numeri si può rimanere schiacciati. L'invito a vivere una giornata di piacere a corte non va vanificato dai disagi di un eccesso di sovraffollamento». A Santagata che cosa dite? «Che lo slogan "dopo i mattoni è l'ora dei neuroni" l'ho inventato io. Venaria è dal suo nascere ciò che lui auspica, un luogo destinato alla produzione culturale, sempre collegato con i suoi servizi aggiuntivi. Il visitatore qui incontra musica, conversazione, arte e intrattenimento». Santagata parlava di coinvolgimento interattivo? Dov'è alla Reggia questa interattività? «Per ora è solo sperimentale. Il pubblico condivide lo spazio degli spettacoli. La gente che ne esce dice di aver provato un'emozione esistenziale. Sia chiaro, noi non vogliamo fare Disneyland». Disneyland-Paris richiama 14,5 milioni di visitatori l'anno e offre lavoro a 13 mila persone, più l'indotto di altre 58 mila. Venaria ora ne occupa 340. Quanti sono fra loro i manager invocati da Santagata? «Una decina di giovani professionisti, molto motivati. Si formano sul campo, dato che - com'è noto - di scuole non ce ne sono». Che cosa preparano? «Quest'anno inaugureremo il labirinto, dove i visitatori si potranno cimentare. Realizzeremo spazi per giochi antichi e moderni. Studiamo laboratori dove il pubblico potrà produrre musica, video, spettacoli, oggetti artigianali, elaborare cibi dai prodotti coltivati nei giardini e negli orti. Al secondo piano della Reggia riproporremo anche il suo teatrino». Quali le nuove mostre? Santagata suggerisce di non comperarle, ma di imparare a produrle. Mentre quella sui tesori di Alessandria d'Egitto sarà importata fatta. «E' vero, ma è necessario che Venaria abbia sia la capacità di produzione sia quella di scambio culturale». E le altre mostre? «Non possiamo ancora dirle, stiamo elaborando il piano triennale 2009-2011. Si svolgeranno nella grande scuderia. Mentre la Citroniera, destinata al giardino d'inverno, s'ipotizza di proporla non solo come luogo di ammirazione, ma anche come centro di benessere, il più vasto al mondo». Così Venaria non sarà solo polo di storia e arte? «Vogliamo che diventi anche centro di villeggiatura. Potrà offrire 300 posti letto. Altri saranno incentivati nei dintorni. Venerdì a Roma presenteremo il bando per opere da 40 milioni. Trasformeranno in hotel la Villa dei Laghi a La Mandria. Realizzeranno un hotel nel Borgo Castello, il Centro del Paesaggio e finiranno i giardini della Reggia. Sì, non c'è nulla da ripensare, ma molto ancora da inventare e lavorare».
TORINO. Venaria: "Nulla da ripensare molto da inventare". Intervista ad Alberto Vanelli
Il direttore della Reggia di Venaria, Alberto Vanelli, replica a Santagata che ha chiesto idee, manager ed eventi interattivi per aumentare le visite. Vanelli afferma che la Reggia è già un luogo magico che suscita il massimo coinvolgimento fra le sue architetture e i visitatori. Ha visitato 571 mila persone in oltre 7 mesi, su un milione annuo previsto nel primo triennio. L'assessore regionale alla Cultura Gianni Oliva ha giudicato il risultato decoroso, ma ha chiesto di lavorare per aumentare ulteriormente le visite.
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