Un caso scottante per il neo ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi riguarda l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, uno degli istituti più importanti al mondo nel campo del restauro. A margine della presentazione del restauro della Croce Santa, prezioso reliquiario del 13 secolo, il soprintendente dell'Opificio Bruno Santi ha lanciato al nuovo ministro un allarme sul futuro dell'istituto: «Nel 2008, per l'ordinaria amministrazione, abbiamo solo 98 mila euro per pagare le bollette e portare avanti il funzionamento dell'ufficio. Si zoppica invece di camminare, non dico correre che sarebbe troppo». All'Opificio lavorano 120 persone e le necessità annue si aggirano intorno ai 600mila euro. Una cifra ben lontana da quella stanziata dall'ex ministro Francesco Rutelli. Anche se dal ministero precisano che i 98 mila euro sono solo una tranche del contributo statale, all'Opificio si augurano che il toscano Bondi sia più generoso del predecessore romano. E fanno notare che forse non è un caso che l'Istituto centrale del restauro di Roma si sia visto assegnare un milione di euro. M. La.