Il popolo rasennate «star» all'Archeologico Museo aperto fino a tarda notte, e guide che esplorano i segreti della civiltà etrusca. Come scriveva, e come viveva il popolo rasennate? Nasce da qui "Amico Museo", evento promosso dalla Regione Toscana, e al quale aderisce anche il Museo Archeologico e d'Arte della Maremma, con aperture e pubblicazioni straordinarie. L'appuntamento è oggi al Museo di piazza Baccarini, a Grosseto, che rimarrà aperto fino alle 23, con la possibilità di visite gratuite dalle otto di sera in poi, in compagnia di archeologi e storici dell'arte. Non solo. Collegato a questo - spiega Maria Grazia Celuzza, direttore del Museo Archeologico - «si presentano due nuovi percorsi tematici sulla "Lingua e la scrittura etrusca" e la "Famiglia e la società degli Etruschi"»; pannelli e mostre itineranti, da spostare nei musei che ne fanno richiesta, e 3 piccoli "quaderni didattici" (circa 30 pagine l'uno, Protagon Editore) che illustrano ciascuno un aspetto della vita quotidiana e dell'organizzazione sociale, culturale e produttiva degli insediamenti etruschi nell'antico territorio toscano.. «Il progetto - spiega la dottoressa Celuzza - parte dalla constatazione della mancanza, nei Musei archeologici della nostra regione, di strumenti di ampia divulgazione per i più giovani, e che coprano non solo tutto l'arco temporale dell'antichità classica, ma anche tutti gli elementi che compongono la trama del vivere quotidiano: dai bisogni fondamentali alle relazioni sociali e culturali più complesse. C'è bisogno di infondere queste conoscenze anche nei più giovani, perché si avvicinino a questo prezioso spaccato di storia che ci ha preceduto». Sia i quaderni che le mostre sono curati da un comitato di redazione formato dai responsabili dei singoli musei partner. Tra gli altri la stessa Maria Grazia Celuzza e Simona Rafanelli, direttore del museo di Vetulonia. L'iniziativa è di Amat (l'associazione dei Musei Archeologici della Toscana), che in Maremma ha incontrato la partnership del museo di Grosseto e Vetulonia. Elisabetta Giorgi