È la terza estate col mare non balneabile Fermati i camion dalla Puglia: rescisso il primo contratto, deserta la nuova gara Il ritardo accumulato suscita preoccupazione grave I primi quattro camion arrivati un anno fa con la sabbia pulita, sono rimasti gli ultimi. Scaricarono mille metri cubi alle due di un pomeriggio di luglio, andarono via e non sono più tornati. Torna lestate, invece, ed è la quarta che Bagnoli spende con gli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) sotto gli ombrelloni, la terza col mare non balneabile. La sabbia ordinata in Puglia per sostituire quella inquinata, rimane lì dovera, nelle cave di Casa di Campo, comune di Apricena, provincia di Foggia. Il contratto con lassociazione temporanea dimprese che doveva occuparsi delloperazione, la Fenice-De Vizia, è stato rescisso. La successiva gara dappalto, pochi giorni fa, è andata deserta. È lultimo atto di un tormento chiamato Bagnoli, a 17 anni dalla chiusura della fabbrica e a 3 dallapprovazione in Consiglio comunale del piano urbanistico attuativo. Rischia di non essere un ritardo come gli altri. Dentro Sviluppo Italia, agenzia appaltante della messa in sicurezza, ora si fa strada lidea che la bonifica dei lidi possa saltare definitivamente, in mancanza di margini sufficienti a far tutto nei limiti previsti (30 ottobre) per lutilizzo dei fondi europei. Un appalto da 12 milioni 911mila 422 euro, e 47 centesimi. Milioni che salgono a 36 quando nella partita vengono inserite le bonifiche di Castelvolturno e San Giovanni a Teduccio. Eppure, lAutorità portuale di Napoli ha distribuito lì concessioni e autorizzazioni a un cartello di 11 imprese, il Consorzio mare Bagnoli (Comaba), che nel primo documento firmato nel 2004 si impegnava per un investimento di 12 milioni in 4 anni, a fronte di 2 milioni di bagnanti previsti ogni estate sulle spiagge. Le spiagge di Bagnoli, bel dilemma. I carotaggi dellIcram datati giugno 2000 escludono che siano contaminate, nel 2003 non vengono ripetuti, quelli del 2005 ribaltano lesito. Eppure la fabbrica è chiusa da un pezzo. Possibile? I lidi si organizzano nellimmediato con tappetini di erba sintetica e passerelle di legno. Il Commissariato per le bonifiche dispone la messa in sicurezza degli arenili in due momenti. La Fase Zero prevede rimozione, lavaggio e riposizionamento della sabbia contaminata. La Fase Uno progetta la costruzione di una barriera contro la falda inquinante. È lAti Fenice-De Vizia a vincere la gara di Fase Zero. Il responsabile del contratto è lingegner Sagliaschi. Rimuovono la sabbia, la lavano con le macchine di "soil washing" utilizzate per laltra bonifica, quella di Bagnolifutura, e si accorgono che alla sabbia il processo gli fa il solletico. Nei lidi a nord del pontile, il lavoro si ferma al 60 per cento. Nei lidi a sud, in sostanza, non comincia affatto. La sabbia non è riutilizzabile. Va portata a discarica e va sostituita. Costa tutto di più: tra Sviluppo Italia e De Vizia nasce un contenzioso. Non solo. Dalle spiagge colme di Ipa, il direttore di cantiere Francesco Nigro scrive che «linviolabilità dellarea, nonostante la presenza continua di vigilanza armata, non è garantita». Parla di questione di ordine pubblico. Tre faldoni di documenti. Il viaggio tra i fascicoli che raccolgono ordinanze sindacali, accordi di programma e protocolli dintesa è illuminante. Solo i cronoprogramma per la consegna della sabbia sono cinque, il primo prevede che allArenile i lavori comincino il 5 giugno 2006 e finiscano entro l8 luglio. Disatteso. Nellaggiornamento successivo aggiungono più dettagli. Per stravincere. Entro il 5 marzo 2007 è prevista sabbia nuova per il lido comunale, il lido Fortuna e lArenile; entro il 31 marzo 2007 per Coroglio nord; entro il 30 aprile per Coroglio centro; entro il 30 maggio per Coroglio sud. Quale sabbia? È descritta in modo così minuzioso nei suoi aspetti chimici, granulometrici, mineralogici, colorimetrici e microbiologici, che uno immagina non si possa mai sbagliare. Gli ottimisti. Il primo campione di sabbia, individuato a Castelvolturno, invece risulta non idoneo. Sottile e polverosa, veniva da un sito di sbancamento: il sindaco aveva detto no al prelievo dalla foce del fiume. Lipotesi numero due è la Puglia. I primi 4 camion arrivano a luglio 2007, un quinto non ci sarà. La vertenza tra le parti porta alla rescissione del contratto. Lassessore comunale Nasti scrive al Commissariato bonifiche: «Grave preoccupazione suscita nellamministrazione comunale il ritardo accumulato». Sviluppo Italia contatta il nuovo sub commissario alle Bonifiche, Claudio Cicatiello, immaginando di andare avanti in proprio. Poi opta per nuove gare. Quella per Fase Uno viene vinta da Siba-Emit-Sif. Per Fase Zero (completamento sul versante Bagnoli) si va a licitazione privata. La gara va deserta. È questo il mare di carte in cui affoga Bagnoli con le sue speranze. Un esempio è la riqualificazione del belvedere, la Piazza sul mare, costo 365mila euro. Un progetto che si blocca perché nella fase di consegna, come scrive lingegner Gennaro Cuccaro del dipartimento Ambiente risorse mare, si viene a conoscenza dellavanzata fase progettuale di unimportante opera infrastrutturale idraulica. Uno si chiede: se era in fase avanzata, perché non si sapeva prima? Allora cosa fanno a Bagnoli: una variante, un nuovo progetto, un altro passaggio in Soprintendenza. Il costo va oltre il milione. Dunque per evitare contenziosi va stralciato e diviso in due lotti. Finito? Macché. Ecco un sopralluogo, uno studio di fattibilità, lipotesi di accorpare i due progetti. Per giungere alla conclusione che però così il belvedere sarebbe ridotto. Eccola, la soluzione. Si convoca un bel tavolo, «e si resta in attesa di un positivo quanto urgente riscontro». (1.Continua)