Avella. L'opposizione attacca l'amministrazione di Nico Salvi: «State svendendo i gioielli di famiglia». Nuova polemica nella cittadina archeologica: stavolta gli attacchi della minoranza riguardano l'intenzione da parte della Giunta di vendere a privati alcuni edifici che, secondo i consiglieri di minoranza, dovrebbero restare nel patrimonio comunale. A spiegare quanto sta avvenendo è Rino Pecchia: «Sappiamo - spiega il consigliere- che questa amministrazione ha dato incarico ad un tecnico di stimare alcuni beni del Comune per alienarli a privati. Tra questi, vi è un edificio come Palazzo Fazio, acquistato anni fa da altra amministrazione, e che attualmente ospita la nostra Biblioteca Comunale e l'Ufficio tecnico. Un immobile pregiato e dalla storia antica. Tra i beni in svendita, inoltre, c'è anche l'ex mattatoio in località Mulinello, che dovrebbe, invece di essere venduto, diventare Museo. Il sindaco vuole svendere i gioielli di famiglia per sopperire ad un bilancio in difficoltà generato da una malaccorta gestione». Alle accuse di Rino Pecchia risponde l'assessore al bilancio Silvio Sepe, che spiega: «La vendita di alcuni beni, tra cui Palazzo Fazio e l'ex mattatoio, sarà oggetto di delibera nel prossimo consiglio. Si tratta di una strategia di risanamento del bilancio già provata in altri Comuni d'Italia e necessaria per far fronte ad una situazione finanziaria non imputabile a questa amministrazione. Si tratta di strutture abbandonate o di aree di sedime già in mano a privati, dunque non stiamo affatto svendendo il nostro patrimonio. Per quanto riguarda, poi, Palazzo Fazio, non è detto che rientri tra i beni da alienare, perché vi è il progetto di spostare lì la Soprintendenza, per esempio. La nostra amministrazione è attenta al patrimonio avellano». bi.bi.