L'accordo tra Comune e proprietà è pronto, in giugno andrà al voto in Consiglio e pochi giorni dopo potranno entrare le ruspe per i primi lavori E ora al voto gli ultimi 3 Piru compreso via San Marco e via Porto Tolle «Siamo ai dettagli e poi si partirà finalmente con i lavori». Si sbilancia, l'assessore comunale all'urbanistica, Vito Giacino, quando parla del piano di recupero delle ex Cartiere Verona, in Basso Acquar, dove sorgerà un complesso di negozi di pregio, ristoranti, bar, una palestra per il fitness e una sala cinema, oltre a palazzine per uffici e per attività pubbliche. Il piano di recupero dell'ex complesso industriale, situato nell'area di proprietà della società Verona Porta Sud degli imprenditori Mazzi, Lonardi e Brendolan, comprende anche la costruzione di quattro rotatorie all'esterno, fra cui una all'incrocio dell'ex carcere e una vicino a via Tombetta. Si tratta, in quest'ultimo caso, della soluzione a un problema che ha bloccato per anni l'iter del recupero, vale a dire la viabilità nell'area attorno al complesso. Secondo l'amministrazione la soluzione delle rotatorie dovrebbe raggiungere l'obiettivo di rendere il traffico più fluido, in una delle zone più congestionate della città. RUSPE IN ESTATE. Dopo otto anni di parole, da quando è stato individuato l'obiettivo del risanamento, il simbolo del degrado di Verona, da anni luogo di spaccio di droga e in passato addirittura luogo di vita di centinaia di persone, dovrebbe avere vita brevissima, nelle condizioni attuali. In giugno il Piano urbanistico attuativo andrà al voto del Consiglio comunale, per l'approvazione. «E in estate finalmente potranno partire le demolizioni degli ex stabilimenti, a parte quello di archeologica industriale, che verrà recuperato», spiega Giacino, che sta chiudendo varie «partite» sul versante del recupero e della riqualificazione urbanistica della città. AZIENDE FUORI ZONA. È giunto al termine il percorso dei «fuori zona», cioè i progetti di ampliamento di aziende rispetto alle originali sedi. Hanno passato le ultime fasi burocratiche i 45 progetti fuori zona, sui 160 presentati, dopo che i proprietari dei singoli complessi hanno presentato le necessarie integrazioni. Gli ampliamenti e le riqualificazioni potranno così partire. PIRU. «Sono pronti per andare in Consiglio comunale, dopo aver passato il vaglio della Regione Veneto, anche tre Piru, Piani integrati di riqualificazione urbanistica», spiega Giacino. Sono i piani con opere di compensazione pubblica costruite dai privati, non rientrati nel Pat, il Piano di assetto territoriale redatto dalla scorsa amministrazione comunale e modificato in parte e approvato da quella attuale. Si tratta del Piru del deposito dell'Amt a Porta Vescovo, un'area (venduta a privati, il che porterà nelle casse del Comune una decina di milioni di euro) in cui verranno costruite abitazioni per 34.500 metri cubi, palazzina per uffici per altrettanti metri cubi, oltre a zone parcheggi per 18.238 metri quadrati. Un altro Piru di dimensioni significative è quello di via San Marco, in un'area dove ci sono alcuni edifici artigianali e commerciali che formano un complesso a corte, che verranno demoliti. Il progetto, che si sviluppa su un'area di 4.215 metri quadrati, prevede edifici per uffici di 8.430 metri cubi, un parcheggio, vari garage, un piccolo parco. Il terzo Piru approvato dalla Regione è quello di un'area in via Porto Tolle, a Borgo Roma, sempre con edifici a destinazioni artigianale e commerciale, che pure saranno demoliti. Anche lì sorgeranno case, per 5.952 metri cubi. AMPLIAMENTO AIA. L'assessore Giacino annuncia anche un piano di ampliamento, allo studio, dello stabilimento del Gruppo Veronesi, al confine fra San Martino Buon Albergo. «È un ampliamento per razionalizzare gli spazi nella catena logistica dell'azienda», precisa Giacino, «e stiamo lavorano per trovare la migliore soluzione urbanistica». PARCO DELL'ADIGE. Sul fronte urbanistico procede anche l'iter del Parco dell'Adige, che a breve arriverà alla definitiva approvazione
VERONA SUD.Ex Cartiere, in estate le demolizioni. Pronti i piani di recupero del deposito Amt di Porta Vescovo. Allo studio l'ampliamento dell'Aia, via libera agli ultimi fuorizona
L'accordo tra Comune e proprietà è pronto per il recupero delle ex Cartiere Verona. Il piano di recupero comprende la costruzione di un complesso di negozi, ristoranti, bar, palestra e cinema, oltre a palazzine per uffici e attività pubbliche. La Regione ha approvato il piano e in giugno andrà al voto del Consiglio comunale. Il progetto include anche la costruzione di quattro rotatorie per migliorare la viabilità nell'area. Il piano di recupero è stato preparato dopo otto anni di discussioni. In estate, le demolizioni degli ex stabilimenti potranno partire, a parte quello di archeologica industriale.
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