Venduta a un milanese. Galluzzi: il museo altrove Altro che celebrazioni galileiane: la vendita della Torre del Gallo passerà alla storia come la beffa dellanno galileiano. La conferma della vendita dellimmobile arriva da vie private: sarebbe stata siglata proprio in questi giorni dal proprietario americano Michael S. Naify con un immobiliarista milanese. Firenze dà così laddio definitivo al Museo dellUniverso, al progetto che disegnava nella Torre sulle colline di Arcetri un moderno «Science Center», a due passi dallOsservatorio di Arcetri e dalla Villa Il Gioiello dove visse Galileo. Della transazione era informato anche lassessore allurbanistica Gianni Biagi: «Tempo fa alcuni professionisti, a nome dellacquirente, sono venuti per sapere quale uso ne fosse consentito, e noi gli abbiamo risposto che in base al Piano regolatore possono realizzarci una villa privata, poiché la destinazione ad uso pubblico non esiste. Mancavano le risorse per farci il Museo, ma direi che la cosa importante è che finalmente si metta mano al restauro dellimmobile, che con il parco è sempre stato privato». «Ci abbiamo provato - osserva lassessore alla cultura di Giovanni Gozzini - Il progetto era partito, servivano 20 milioni per lacquisto e 20 milioni per il restauro, oltre ad 1 milione allanno di costi di gestione. Era tanto, ma il progetto era sul tavolo con il ministro Rutelli. Poi la priorità è passata al finanziamento di 30 milioni del nuovo Parco della Musica, progetto passato anche in giunta. E abbiamo raccolto i cocci, pensando di fare il Museo allex Capitol, ipotesi che non ha trovato seguito. A giorni incontrerò il neoministro Bondi, ne riparleremo». Sfuma la sede alla Torre del Gallo «ma non il progetto, che resta valido e fattibile, spero vivamente che in altra collocazione altrettanto prestigiosa» commenta rattristato Paolo Galluzzi, fautore con Franco Pacini del nuovo istituto. «E uno scandalo, una vera beffa per Firenze - sbotta Dario Nardella, presidente della commissione cultura di Palazzo Vecchio - Ho seguito tutta la vicenda dei finanziamenti da trovare nella Finanziaria come consigliere del ministro Vannino Chiti, disegno appoggiato con forza anche dai parlamentari Luigi Berlinguer e Vittoria Franco. Ci voleva più determinazione da parte di Firenze, che ora perde una grande occasione». Intanto vale ricordare che la struttura è vincolata. «Un bene storico, che 15-20 anni fa cercammo anche di acquistare esercitando il diritto di prelazione - ricorda la funzionaria della soprintendenza ai monumenti Fulvia Zeuli - Qui è ancora depositato il progetto di restauro di massima già approvato, i nuovi acquirenti potranno avvalersene o presentarne uno nuovo».