Da luglio chiude il Massimo: riaprirà nel gennaio 2009 "Trasformeremo il più antico teatro europeo nel più moderno". Dalla Regione 50 milioni Ci sarà anche laria condizionata Un intervento a cuore aperto. Sarà sventrato, vivisezionato, squarciato. E poi ricomposto, con mano lieve. Il San Carlo finisce sotto i ferri. Chiude per sei mesi e viene restaurato. Un vero e proprio intervento chirurgico «per togliere la pellicola del tempo, ma senza traumi» assicura il sovrintendente ai Beni artistici e museali, Nicola Spinosa. «Per trasformare il più antico teatro dEuropa anche nel più moderno e competitivo» dice il commissario straordinario, Salvatore Nastasi. È il più grande intervento sul teatro dallincendio del 1816. Costo? Sessantasei milioni di euro. La Regione ha già stanziato 50 milioni: fondi rastrellati dai contributi europei, che permetteranno di realizzare l85 dei lavori. Il cantiere apre a luglio e durerà fino a dicembre. Il teatro riaprirà a gennaio. Le novità sono tante. Per esempio, arriverà per la prima volta nella storia del San Carlo laria condizionata, che consentirà di aprire il teatro anche in estate e di aumentare così la produttività. «Sembra una sciocchezza, ma è uno degli interventi più delicati - spiega lingegnere Domenico Strisciuoglio - perché bisognerà sventrare la sala e ricostruirla esattamente comera, per non cambiare lacustica». Grazie a questi lavori il teatro «otterrà finalmente anche il certificato di sicurezza antincendio» spiega Strisciuoglio. E sulla sicurezza punta anche il maestro Nicola Rubertelli: «Nessun rimpianto per il vecchio teatro e nessun timore, perché il nuovo San Carlo sarà un teatro più sicuro. E noi uomini di spettacolo siamo abituati a guardare sempre al futuro». Lunica preoccupata per la chiusura è Anna Razzi, che dirige il corpo di ballo: «Dove ci alleneremo? Dovete trovare una soluzione...». LAuditorium Rai assorbirà molte produzioni, nei sei mesi di chiusura del teatro, ma per le scuole di canto e di ballo ancora non cè una sede ufficiale. Lintervento più importante sarà quello in sala e per rammodernare il palcoscenico. «In sala torneranno tutti i colori che hanno caratterizzato la storia del San Carlo - spiega larchitetto Elisabetta Fabbri - Il rosso sarà dominante, ma ci saranno loro, largento e anche lazzurro. Faremo un restauro conservativo della sala». Le poltrone saranno nuove, ma con la foggia di sempre. Saranno sostituiti anche i rivestimenti tessili e la pavimentazione. Se nella sala dominerà il passato, il palcoscenico diventerà una macchina da guerra, in cui dominerà linnovazione: «Sarà completamente rifatto il piano di graticcia - dice larchitetto Stefano Pace - e questo consentirà di sostituire tutti i tiri manuali con tiri motorizzati. In più sarà rifatto il piano del palcoscenico, con ponti mobili a inclinazione variabile, che permetteranno di mantenere lattuale inclinazione del 5, ma anche di variare le inclinazioni e utilizzare così scene più competitive, da esportate in tuttItalia e Europa». Via le barriere architettoniche. E foyer completamente nuovo, che diventerà unellissi moderna e accogliente, con bar e bookshop. Saranno anche ristrutturati spazi finora utilizzati (negli scantinati e nel sottotetto) da adibire a sala prova e sala regia. Chiusa ogni porta daccesso ai locali del Circolo Unione. Tra gli obiettivi: incrementare la produzione artistica del teatro, migliorare gli spazi di lavoro, sviluppare alcune attività anche allesterno delledificio storico, utilizzando locali di palazzo Cavalcanti (che diventerà sede della scuola di corso di voci bianche) e del complesso ex Cirio (dove nascerà un laboratorio di scenografia e di falegnameria). «Il restauro rispetterà quattro principi fondamentali - spiega Stefano Gizzi, sovrintendente ai Beni architettonici - Il rispetto dellautenticità; la reversibilità di ogni intervento; la compatibilità delle nuove tecnologie con il corpo storico del teatro; il minimo intervento, inteso come minimo stravolgimento dello stato attuale delle cose. Non ci sarà un ritorno a un ipotetico teatro del 1737, ma un recupero di tutte le fasi storiche che hanno segnato la storia del San Carlo, fino a farlo diventare comè oggi». La gara per i lavori sarà bandita la prossima settimana. «Vigileremo - ammonisce Spinosa - sulla qualità e la professionalità di ogni singolo restauratore che metterà le mani sul teatro». La riapertura è prevista a gennaio 2009, con un calendario deccezione, che vedrà tra i protagonisti Riccardo Muti. Il governatore, Antonio Bassolino, non ha dubbi: «Questo maxi-restyling, il più massiccio mai realizzato nella storia del San Carlo, segnerà la rinascita del teatro». In un messaggio inviato a Nastasi, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si dice certo che «il teatro, con questo intervento, riacquisterà nuova bellezza, ma anche una importante crescita produttiva». I lavori segnano anche una tappa fondamentale nel lavoro di risanamento che Nastasi, da pochi giorni nominato anche capo di gabinetto del ministero, sta portando avanti: il mandato commissariale scadrebbe il 31 dicembre, ma lui stesso auspica che dopo lestate si possano «avviare le procedure per il rientro nella gestione ordinaria».