I cittadini della città ernica avranno tempo fino al 30 giugno per presentare le loro osservazioni al Ptpr elaborato dalla Regione Lazio, mentre per gli enti locali il nuovo termine è stato disposto alla fine di luglio. È la tanto attesa proroga che consentirà «Di riprenderci la nostra città - come ha detto il sindaco Magliocca - che, altrimenti, ci sarebbe stata sottratta da vincoli troppo stretti». Insomma, si guadagna un po' di tempo, prezioso, per esprimere quelle indicazioni necessarie a modificare l'importante strumento rubanistico. «In verità - ha chiosato ancora Magliocca - i nostri tecnici ed uffici stanno già lavorando da diverse settimane per limare quei vincoli che potrebbero penalizzare l'intera Alatri. Il nostro obiettivo è quello di arrivare alla stesura di un piano che sia in grado di non mettere in difficoltà i cittadini». E tante sono le zone assoggettate a vincoli, molti dei quali denunciati come «inesistenti e frutto di clamorosi errori». Vincoli che, se rimanessero immutati, bloccherebbero la realizzazione di nuove cubature. Il quadro delle osservazioni da fare è immenso, come viene evidenziato da una scrupolosa e dettagliata analisi effettuata dall'ex assessore alla cultura e al centro storico Remo Costantini. Nel centro storico: tutti gli immobili ed i terreni ricadenti all'interno delle mura ed all'interno della fascia di rispetto di 100 metri dalle mura sono assoggettati a vincolo archeologico. In ragione di ciò, i progetti riguardanti nuove costruzioni, ampliamenti superiori al 20, dovranno ottenere il preventivo parere della Soprintendenza archeologica. Il vincolo riguarda persino gli immobili di nuova realizzazione. Le contrade di Intignano, Fontana Scurano e parte di Fiura sono state completamente assoggettate al vincolo «Galassino»: da ciò deriva l'impossibilità di nuove costruzioni e di realizzare alcunché e di sanare anche l'esistente. È necessario che tale vincolo venga quantomeno ridotto entro i confini indicati per la Zps. La piana di Tecchiena risulta tra le più penalizzate: basta pensare alla confusione per il laghetto artificiale (considerato come bacino naturale), che blocca tutto il territorio ricompresso nella fascia di rispetto di 300 metri. La contrada di Mole Bisleti è stata assoggettata a vincolo archeologico in virtù di un altro errore commesso dalla Regione, che ha scambiato una chiesa con un'altra. Questo vincolo, se non verrà tolto, comporta che i progetti riguardanti nuove costruzioni, ampliamenti superiori al 20 ed interventi di ristrutturazione con demolizione dell'esistente dovranno ottenere il preventivo parere della Soprintendenza archeologica. Il territorio della Maddalena è al 90 assoggettato a vincolo archeologico o determinato dalla presenza del fosso. A causa di ciò, questo territorio non potrà avere alcuno sviluppo urbanistico. Vi sono, inoltre, vincoli sparsi per tutto il territorio di Alatri determinati, per la maggior parte, da pseudo-motivi archeologici o paesistici. Fossi: molte zone del territorio alatrense sono contraddistinte dalla presenza di fossi. Gli immobili ed i terreni che insistono in un raggio di 100 metri dai fossi sono assoggettati a regole e criteri edilizi molto rigidi che ne compromettono quasi totalmente la possibilità edificatoria oltre a prevedere un iter burocratico lungo, difficile e costoso. Vincolo archeologico: le zone sottoposte a detto vincolo sono assoggettate ad una rigida normativa che prevede il necessario e preventivo parere favorevole della Soprintendenza. Il tutto a danno del cittadino che dovrà sobbarcarsi spese ingenti oltre a dover attendere tempi biblici per avere la possibilità di realizzare un intervento edilizio. Indicare le zone contraddistinte dal vincolo archeologico è impossibile, perché gran parte del territorio di Alatri è sottoposto a tale vincolo: a titolo esemplificativo, escludendo le zone di ovvio interesse archeologico, si possono citare Civette, Montesecco, La Stazza, Molino Cellerano, Prati Giuliani. In poche parole: un piano che va cambiato rdicalmente.