Le due ville con panoramica (e spettacolare) vista sulla costa sono quasi ultimate. Dominano la collina di Monte di Ripa e, stando alle indiscrezioni di mercato, hanno un valore di oltre cinque milioni di euro. Quest'estate, però, difficilmente qualcuno da lì potrà apprezzarne la vista mozzafiato e la brezza che - specie la sera - rende più temperata la calura. Da ieri, infatti, le due ville sono state poste sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica di Lucca. Già, perché secondo l'ipotesi accusatoria, le due dimore sarebbero il frutto (proibito) di due reati: abuso d'ufficio e violazione di norme edilizie. Ad apporre i sigilli ai due cantieri in via della Resistenza, ieri mattina, sono stati gli uomini della Guardia forestale e della Polizia municipale di Seravezza. Su disposizione del procuratore capo, Giuseppe Quattrocchi, e del suo sostituto, Sergio Garofalo. Un provvedimento, quello scattato ieri, intimamente legato ad una precedente inchiesta su alcune concessioni edilizie rilasciate tra il 2003 e il dicembre 2006 e relative appunto a lavori eseguiti sul Monte di Ripa. L'inchiesta - che all'inizio di aprile aveva portato a minuziose perquisizioni nell'ufficio edilizia privata del Comune di Seravezza e negli studi tecnici e nelle abitazioni private di alcuni professionisti di Pietrasanta e Seravezza - aveva sollevato un grosso polverone anche a causa delle tre persone raggiunte in quell'occasione da avviso di garanzia: l'ex sindaco di Seravezza Paolo Giannarelli (che - precisa il suo legale, avvocato Verona - in questa circostanza non compare fra i destinatari dei provvedimenti), l'ex responsabile dell'ufficio urbanistica del comune di Seravezza Enrico Balderi e Massimo Bonci. Sul provvedimento di sequestro delle due ville di ieri, in Procura a Lucca si mantiene il massimo riserbo. Si sa, però, che una delle due ville - trecento metri quadrati di superficie - è della Arsicci Spa, una società immobiliare riconducibile alla famiglia Svetlich; la villa più grande - quattrocentoventi metri quadrati - è invece di proprietà della Polchi Spa, una società che fa capo ad un imprenditore di Milano. In entrambi i casi, avvisi di garanzia avrebbero raggiunto anche gli amministratori delle due società. E non si esclude che l'inchiesta possa portare a nuovi sviluppi. Cla.Ve.