Roma taglia i fondi, il sito etrusco più importante d'Italia annaspa GROSSETO. Al parco archeologico è tornato a splendere un nuovo tratto di mura poligonali, quelle che nel VI secolo prima di Cristo cingevano il perimetro della città proteggendo case e attività commerciali degli etruschi. È stata scoperta anche una porta monumentale, e un tratto di 130 metri si aggiunge ai lavori precedenti, smaltendo parte del lavoro da qui a venire. Ma tra quanti anni le mura saranno restaurate in tutto il percorso? Si presume tanti, a sentire enti locali e Soprintendenza («in questi anni sono stati restaurati 500 metri; sono da restaurare altri 2 chilometri e 600 metri»), che svelano così l'ennesimo restauro-lumaca, al palo per colpa dei finanziamenti. La Finanziaria ha dato l'ennesimo colpo d'accetta alle risorse già scarse, destinate ai beni archeologici. I fondi disponibili non bastano neppure per tagliare l'erba, ma il problema si trascina da anni. Solo due tagli all'anno, i visitatori sono crollati e la stessa Soprintendenza - venuta a inaugurare l'ultimo tratto di mura restaurate - intercala la soddisfazione a un tono dolceamaro, confessando di avere le mani legate. Luci e ombre dei cerimoniali, con Mario Cygielman (direttore del centro di restauro della Soprintendenza) che si dichiara quasi stremato, accanto alla collega Fulvia Lo Schiavo. «Quest'anno - dice lei - nel quadro veramente tragico della Finanziaria, i fondi hanno subìto ulteriori riduzioni. Siamo alla non sussistenza. A stento, da Firenze, avremo soldi sufficienti per mandare fondi ai musei». Uno sguardo intorno. A Roselle i ruderi sono soffocati dall'erba alta; la toilette - a un anno di distanza dalle ultime lamentele - sono da terzo mondo, i cartelli vecchissimi. Ecco quel che resta degli scavi di Roselle, dentro quel tratto di mura restaurato: un patrimonio di tesori ricchissimo su cui si è abbattuta ancora una volta la scure di uno Stato disattento. La biglietteria e la toilette sono state verniciate esternamente dal Comune, che ha pagato anche il restauro delle mura, ma non basta. Tra gli scavi niente manutenzione né promozione. Solo ortiche al posto dei tesori. Professor Cygielman, quante sono oggi le risorse che il Ministero destina a questi scavi? «Quest'anno il Ministero ha stanziato per Grosseto, e quindi per Roselle, circa 50 mila euro, all'interno dei quali dobbiamo risolvere tutti i problemi che affliggono questo centro». Pochi soldi? «Pochissimi. Sono risorse fin troppo esigue per le esigenze di questa città, che eppure è uno dei più importanti siti dell'Etruria e ha un valore enorme per tutto il territorio, per il turismo e per il panorama dei beni italiani». Stando ai tagli della Finanziaria, Roselle è un caso emblematico. «Sì, è un problema di tutti i beni culturali italiani il non aver compreso a fondo i benefici che la salvaguardia e la valorizzazione delle aree archeologiche, dei musei e delle città possano portare all'economia di un paese come l'Italia, ad altissima vocazione turistica». L'erba è alta. Le toilettes e i cartelli sono indecorosi. «Noi abbiamo iniziato a fare qualcosa con il poco che abbiamo: audioguide da distribuire al pubblico e stiamo cambiando 6 cartelloni lungo il percorso. Solo 6, per ora. È tutto quel che possiamo fare. Speriamo che arrivino finanziamenti che ci consentano progressivamente di cambiare tutta quanta la cartellonistica. L'area del foro sarà abbellita con una serie di copie di statue trovate negli anni Sessanta e Ottanta nella città di Roselle; gli originali sono nelle sale del museo archeologico di Grosseto. Sotto forma di copia queste statue torneranno ad abbellire l'antica città di Roselle. Abbiamo anche pensato a un progetto di illuminazione delle mura con fotovoltaico: vedremo di perfezionarlo e tentare di finanziarlo attraverso gli enti pubblici». Quanti tagli d'erba riuscite a pagare durante l'anno? «Solo due. Non di più». Gli scavi procedono? «Quelli li abbiamo proprio messi nel cassetto. Su questo fronte siamo rassegnati». Le barriere architettoniche. Ieri l'assessore comunale Anna Guidoni non è riuscita ad accedere agli scavi... «Sì, anche questo è un altro punto da sottoporre agli amministratori, ma mi rivolgo anche a tutti gli altri enti preposti affinché si crei la scintilla per adeguare il sito, al pari di altri centri attrezzati». Ci dica: come fa la Soprintendenza a lavorare? «Poco e male. I programmi sono tanti e molti rimangono inevasi proprio per la mancanza di soldi». Le toilettes, che lei dice essere di competenza comunale, sono da brivido. Un pessimo biglietto da visita per chi arriva. «Anche questo è un tema dolente col quale ci troviamo a fare le spese. Purtoppo il visitatore ha noi come interlocutore, e lamenta con noi questa carenze che da anni proprio noi vorremmo veder superate». Quanto tempo ci vorrà per vedere tutte le mura restaurate? «Di tutta la cinta muraria, lunga 3 chilometri e 150 metri, per ora sono stati restaurati solo 500 metri. Quindi c'è ancora molto. Speriamo con il contributo del Comune e della Fondazione Monte dei Paschi di poter pianificare un programma organico per calendarizzare il ripristino di questo monumento».