Presentati i lavori di restauro sul pavimento della cattedrale: la chiesa resterà comunque aperta Il mosaico pavimentale della cattedrale di Otranto, antesignano della cappella Sistina, ritroverà lo splendore perduto grazie alle più sofisticate tecnologie oggi a disposizione di restauratori e architetti. Il progetto per restituire lucentezza e compattezza alle migliaia di tessere policrome che compongono lopera, realizzata dal monaco Pantaleone nel XII secolo, è stato presentato ieri al castello svevo di Bari. Il più grande pavimento musivo dEuropa - oltre 600 metri quadri - lunico fra quelli di epoca medievale ancora perfettamente leggibile, ha bisogno di costante manutenzione: il primo intervento di restauro, promosso dal Corpo reale del Genio civile di Lecce, risale al 1873; lultimo agli anni fra il 1987 e il 1991. Oltre allinesorabile trascorrere del tempo che mette a repentaglio i tre alberi allegorici (della vita, della redenzione, del giudizio universale) custodi dellintera storia della vita delluomo, cè anche il calpestio dei fedeli che frequentano la cattedrale a peggiorare la situazione. Ed ecco che ancora una volta si rende necessario un lavoro di straordinaria manutenzione. In collaborazione fra tutte le soprintendenze pugliesi e lIstituto centrale del restauro, i lavori saranno realizzati a chiesa aperta, senza cioè chiudere il tempio e intervenendo settore per settore. La situazione - rilevano gli esperti - non è preoccupante, tuttavia alcune fessurazioni del tappeto spingono a un intervento preventivo che sarà attuato con limpiego di un laser scanner in dotazione allIstituto centrale del restauro. Il rilievo fornirà la misura oggettiva dello stato di conservazione del pavimento e delle sue alterazioni, oltre alla possibilità di verificarne levoluzione. Percorsi specifici ed eventuali aree interdette al passaggio contribuiranno a rendere visibile lopera, ma allo stesso tempo a tutelarla. Il restauro, per il quale non è stato fissato una scadenza, si avvale del contributo di Banca Carime. A sorvegliare sui lavori, diretti dallingegner Attilio Maurano e dallarchitetto Marcello Benedettelli, due comitati: quello promotore, del quale fanno parte il direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, larcivescovo di Otranto, monsignor Donato Negro, e il presidente di Ubi-Banca Carime, Andrea Pisani Massamormile, e quello di indirizzo e garanzia, composto fra gli altri dallo studioso Michele DElia.