Niente Adorazione dei Magi di Botticelli, niente Bruto di Michelangelo, niente Raffaello, Bronzino, Cellini, Caravaggio. Il presidente del Senato francese Christian Poncelet ha rinviato a data da destinarsi la grande mostra "Il Tesoro dei Medici", prevista per questo autunno al Musée du Luxembourg di Parigi. Lo ha fatto con una lettera allambasciatore italiano e con unaltra a Patrizia Nitti che, dal 2000, dirige la linea espositiva del museo parigino dedicata al Rinascimento italiano con il sostegno di un comitato scientifico composto da studiosi e soprintendenti (Antonio Paolucci, Claudio Strinati, Gian Domenico Romanelli, tra gli altri). La stessa équipe artefice al Luxembourg delle esposizioni dedicate a Raffaello, Botticelli, Veronese, Tiziano, Arcimboldo. Allestimenti che hanno riempito di visitatori le sale di quella che era la dimora cinquecentesca di Maria deMedici, fiorentina regina di Francia. La decisione di Poncelet segue una querelle che ha visto contrapposti Nitti e Sylvestre Verger, gestore amministrativo dello spazio espositivo con la sua società SVO art: «Da alcuni mesi ho sollevato argomentate critiche sui comportamenti gestionali del signor Verger - dice Nitti -. Lho fatto perché ho verificato serie irregolarità». Il risultato è che la presidenza del Senato francese ha bloccato la mostra già pronta sui tre secoli e mezzo di collezionismo mediceo e laltra in preparazione con i capolavori veneziani della raccolta Terruzzi, congelando di fatto il contributo del comitato scientifico italiano. Verger con la SVO art, intanto, rimane al suo posto, rimpiazzando la mostra italiana con i dipinti del XX secolo appartenenti allindustriale portoghese Joe Berardo. «Eppure questo museo esiste solo grazie al contributo italiano - continua Nitti -. La scelta di mandare tutto allaria è incomprensibile». Mentre si prepara una petizione pro Nitti, la stampa francese, con Le Monde, Le Figaro e Le Canard enchaîné in testa, indaga sul caso.