Due giorni fa è morto Robert Rauschenberg, da molti considerato uno dei padri della pop art. Forse pochi sanno che agli Uffizi sono custodite due opere dell'artista di Port Arthur. Dal dicembre 2005 al gennaio 2006 una di queste - la Sindonica struttura (un curiosissimo autoritratto costituito da un puzzle di radiografie), venne esposta alle Reali Poste nell'ambito della mostra «Nel giardino di Eden e nelle selve d'Olimpo» curata da Antonio Natali, direttore degli Uffizi. Si tratta di un'opera che allora trovò spazio in un'esposizione di «mai visti», opere provenienti dal deposito della Galleria fiorentina. Laseconda opera è veramente un lavoro «mai visto» di Rauschenberg. Si intitola Mangrove moon e giace in deposito dalla metà degli anni Novanta. La morte dell'artista americano forse sarebbe l'occasione buona per ritirarla fuori, dal momentoche la sua storia è intrigante. All'indomani della bomba in via de' Georgofili, uncollezionista pratese (ma residente a Pistoia), Giuliano Gori, lanciò l'idea di chiedere agli artisti una testimonianza, un «un segno di solidarietà» per risarcire i danni subiti. L'idea di Gori si trasformòsubito in parole, e queste in fatti. Subito nacqueun comitato intrernazionale formato da personalità di spessore. Oltre a Gori, presidente, ne fecero parte Juan ChristopheAmman, Luciano Berio, Leo Castelli (uno dei più grandi galleristi di arte contemporanea), Germano Celant, Maria Corral (una delle direttrici della Biennale di Venezia di 3 anni fa), Ida Giannelli, Tomas Krenz (che allora dirigeva il museo Guggenheim), Rita Levi Montalcini, Mario Luzi, Ida Panicelli, Elda Pecci. Uno dei primi atti del comitato fu la spedizione di circa 70 lettere con altrettanti inviti a «risarcire» gli Uffizi per il dannopatito. Gli artisti risposero subito con entusiasmo e alla Galleria giunsero ben 59 opere (di altrettanti artisti come Christo, Baselits, Beuys, Sir Francis, Holzer ,DanyKaravan, Sol Lewitt, Pistoletto, Sonfist, Staccioli, Vangi, Emilio Vedova) più altre 3 che furono donate da collezionisti come lo stesso Gori (un grande disegno di Henry Moore), Giuseppe Pansa di Biuma (opera di Donald Judd) e Lucrezia de Domizio Durini (opera di Beuys). In totale gli Uffizi ottennero 62 opere. Nel 1995, alle Reali Poste, le opere donate vennero messe in mostra e per l'occasione fu realizzatouncatalogo edito da Olschki. Poi più niente. Negli ultimi 13 anni, sulla grande opera di Rauschenberg è cadutounvelo d'oblìo che al suo autore non avrebbe fatto piacere. La scomparsa dell'artista potrebbe essere invece l'occasione buona per la sua «riscoperta».
Rauschenberg: che fine ha fatto la sua donazione agli Uffizi?
Robert Rauschenberg, considerato uno dei padri della pop art, è morto. Gli Uffizi di Firenze custodiscono due opere dell'artista, la Sindonica struttura e Mangrove moon. La Sindonica struttura è stata esposta alle Reali Poste nel 2006 come parte di una mostra curata da Antonio Natali. Mangrove moon è stata esposta nel 1995 e poi ritirata. La morte di Rauschenberg potrebbe essere l'occasione per ritirare Mangrove moon fuori dal deposito. Un comitato internazionale, formato da personalità di spessore, aveva chiesto ai collezionisti di donare opere per risarcire gli Uffizi per il danneggiamento subito.
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