Riclicare gli ascensori esterni del Vittoriano in luoghi più periferici. È questa la proposta di Cristiano Rosponi presidente della Fondazione Cesar, centro studi sullarchitettura azionalista. Secondo Rosponi, con lausilio di un intervento pubblico, è possibile «ricollocare gli ascensori del Vittoriano». «Bisogna solo scovare un luogo alternativo», spiega, «che ovviamente non sia nel centro storico, ma piuttosto in periferia. Secondo noi è un intervento fattibile. Bisogna solo scegliere ledificio adatto. Oltretutto, spostando gli ascensori, non solo si risparmiano spese altrove, ma si dimostra come un intervento modernista sia fattibile quando va a riqualificare e non a stravolgere». Una soluzione, quella del "riciclo" che forse potrebbe accontentare anche il ministero dei Beni culturali che per i «preservativi grotteschi» - così come li ha definiti Vittorio Sgarbi - è riuscito a spendere un milione e 150mila euro. Intanto proprio ieri il direttore generale regionale ai Beni Culturali, Francesco Prosperetti, ha confermato, come già anticipato da Libero, che gli ascensori esterni del Vittoriano potrebbe essere rimossi tra due anni. Mentre i tecnici sono già al lavoro valutando la possibilità di intervenire sullascensore tanto criticato. «Si tratta di intervenire sullascensore interno che porta al piano attico, sostituendo o attrezzando lantico impianto in modo che possa rispondere alle attuali esigenze nella prospettiva di eliminare quello esterno», ha spiegato Prosperetti. Ma che tempi devono aspettarsi i romani? Prosperetti mette le mani avanti, spiegando che, prima di tutto, è necessario rivedere il progetto dei lavori acquisito dalla Corte dei Conti lestate scorsa e restituito solo martedì. «Essendo io arrivato a gennaio», ha chiarito il direttore regionale dei Beni culturali, «non ho ancora avuto modo di vedere il progetto, dovrò quindi esaminarlo per vedere se, approfittando proprio dellesistenza dellascensore esterno, sia possibile iniziare i lavori sullimpianto interno per poi, al termine del lavoro, eliminare il maxi ascensore. E un processo che inizia: prima va vista la fattibilità del progetto». Insomma lascensore potrebbe essere smontato stando attenti, ha garantito Prosperetti, a non snaturare lidea progettuale originaria e, soprattutto senza fare alcun danno al monumento, «neanche un graffio». Certo, bisognerà fare i conti delle serva e contenere le spese, lo sa bene anche Prosperetti che, calcolatrice alla mano, ha già valutato che «íl ricavato dei biglietti venduti finora ha già coperto quasi completamente la spesa sostenuta per lascensore esterno. Ritengo che, tenendolo ancora in funzione nel corso dei lavori, in due anni sarà possibile coprire i costi dei lavori di ammodernamento dellimpianto interno». Soddisfatta per la notizia della rimozione lassociazione Italia Nostra, che sin dai primi giorni dellinstallazione degli elevatori aveva espresso pesanti critiche. Ma i paladini della battaglia architettonica non si accontentano delle promesse e chiedono che «nella celerità del provvedimento di rimozione, così come per quelli relativi alladeguamento dei due ascensori interni esistenti, venga presa in considerazione la sicurezza degli ascensori come quella del monumento stesso, "obiettivo sensibile" naturale, data limponenza della mole e la fortissima valenza simbolica che rappresenta». Staremo a vedere.
ROMA - Ricicliamo gli ascensori dei Vittoriano
Il presidente della Fondazione Cesar, Cristiano Rosponi, propone di spostare gli ascensori esterni del Vittoriano in luoghi più periferici. Secondo Rosponi, con un intervento pubblico, è possibile ricollocare gli ascensori senza snaturare l'idea progettuale originaria e senza fare alcun danno al monumento. Il direttore generale regionale ai Beni Culturali, Francesco Prosperetti, ha confermato che gli ascensori esterni del Vittoriano potrebbero essere rimossi tra due anni. I tecnici stanno già valutando la possibilità di intervenire sull'ascensore interno che porta al piano attico, sostituendo o attrezzando l'antico impianto.
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