In consiglio comunale regna la bagarre, poi il voto nella notte Maggioranza compatta a favore, Udc contro: gli altri fuori dall'aula Alla fine il Nuovo centro è passato. Il consiglio comunale ha votato i provvedimenti urbanistici che faranno nascere un nuovo quartiere nei pressi della Variante sanando il contenzioso con la famiglia Fremura. L'ha fatto, però, soltanto intorno a mezzanotte e mezza, alla fine di una giornata convulsa e tesa, nella quale i rapporti fra maggioranza e minoranze sono andati progressivamente deteriorandosi. Il voto. I numeri parlano chiaro: 23 sì (tutta la maggioranza, presente e compatta) e un solo no, quello del consigliere Udc Salvatore Capuozzo. Che però è stato l'unico dei contrari a rimanere in aula, visto che tutti gli altri, dalle opposizioni di sinistra (Rifondazione, Città diversa, Verdi) a quelle di centrodestra (An, Forza Italia, Amare Livorno) non hanno partecipato alla votazione. La bagarre. Tanto nel pomeriggio quanto in serata ci sono stati momenti di tensione. Forse la situazione più difficile c'è stata fra le 19 e le 20, quando davanti a una mozione d'ordine di Cannito (Città diversa) c'è stato anche il tempo per vedere il capogruppo verde Volpi attaccato al cellulare che minacciava di chiamare i carabinieri. Cannito, infatti, aveva chiesto un'interpretazione da parte del presidente del consiglio Enrico Bianchi dell'articolo 75 del regolamento comunale che prevede la possibilità di presentare emendamenti prima che si chiuda la discussione generale. La norma, però, secondo il presidente, disciplinerebbe solo i casi previsti dall'articolo 44 ovvero quelli che siano stati accettati dai consiglieri. Da qui, si è aperto un contenzioso le cui tracce si sono protratte fino alla nottata. Ed anche nella fase serale della seduta, l'opposizione di sinistra ha provato a scongiurare la votazione, proponendo relazioni di minoranza con l'intento di allungare i tempi e chiedendo di sospendere il voto per questioni procedurali. La presidenza del consiglio e la maggioranza hanno rintuzzato questi tentativi, in una serata nella quale su tutti i banchi del consiglio erano presenti le copie del regolamento, a conferma di un clima assai teso fra i gruppi consiliari. L'assessore. L'assessore Bruno Picchi ha tenuto toni bassi nella sua replica. Ha evitato di entrare in polemica anche nei confronti degli interventi più velenosi nei confronti del progetto del Nuovo centro. Però non ha mancato di rivendicare il lavoro svolto non solo dalle amministrazioni di cui ha fatto parte, ma di quelle «presenti e passate». E soprattutto ha respinto al mittente le accuse di manovra speculatoria, snocciolando dati che, cifre alla mano, ridimensionano sensibilmente la capacità edificatoria nell'area del Nuovo centro rispetto alle proposte avanzate negli anni scorsi. Gli emendamenti. Logico che sull'aula aleggiasse lo spettro degli oltre 700 emendamenti presentati dalle opposizioni e neanche ammessi. «723 emendamenti - ha detto l'assessore Picchi - che significavano qualcosa come 183 ore di discussione. Davvero qualcuno pensa che fossero un contributo per migliorare le controdeduzioni alle osservazioni?». In maggioranza. La maggioranza (Pd, Italia dei valori, Sd, Pdci) è stata compatta. Anche se il gruppo di Sinistra democratica ha mostrato qualche mal di pancia, quando la consigliera Mainardi ha puntualizzato che serviva un «segnale preciso, negli atti da votare» sulle questioni poste dal suo gruppo. Il sindaco Cosimi ha rassicurato, nella sua dichiarazione di voto, che il documento di indirizzi che non poteva essere votato come emendamento visto il clima in consiglio, sarà approvato lunedì come delibera di giunta e allegato agli atti. E il capogruppo di Sd Vittori ha dato il suo via libera.