Interpellanza dei Verdi Arcobaleno che accusa il Comune «Lavori bloccati ma solo sulla carta» L'assessore s'impegna a fare chiarezza Il sentiero del Barbagianni ora è una strada. Sterrata, ma ci si può andare anche in auto. Eppure quello che partiva davanti al piazzale della scuola d'infanzia Marino Marini di Pontenuovo fino a poco tempo era un sentiero che arrivava fino all'antica pieve di San Quirico. Il percorso, immerso tra le bellezze della campagna pistoiese, era utilizzato soprattutto dalle scuole per passeggiate e percorsi educativi. Da più di un anno, però, all'entrata del sentiero c'è un cartello dove si avverte di alcuni lavori in corso. Questi lavori sono al centro delle proteste del gruppo consiliare Arcobaleno su Pistoia che ritiene anche poco trasparente l'atteggiamento del Comune sulla questione. «Tutto ha inizio - spiega Giovanni Capecchi, capogruppo di Arcobaleno su Pistoia - quando nel 2004, la ditta Fratelli Vespignani acquista la Fattoria di Paterno, posta lungo via vicinale di Paterno, e chiede al Comune l'autorizzazione per deviare la strada, troppo a ridosso del fabbricato, per allontanarla di almeno 15 metri dall'abitazione. Il 2 novembre 2004 il Comune autorizza i lavori, con la concessione n 303. Il problema è che i lavori si sono estesi e hanno trasformato buona parte del sentiero in una strada, cosa non prevista dalla concessione». Un allarme scattò anche all'epoca. Alcuni residenti nella zona si lamentarono per scritto con il Comune. L'11 ottobre 2006, dopo un sopralluogo, l'architetto Franco Perugi, dirigente comunale, ordinò l'immediata sospensione dei lavori. «Ma tale ordinanza - denuncia Capecchi - a quanto ci risulta non è mai stata inviata alla Procura della Repubblica come previsto per questi casi. I lavori, poi, non si sono mai effettivamente fermati». Ma c'è dell'altro. In risposta ad una lettera scritta da alcuni proprietari dei terreni confinanti con via di Paterno, lo scorso 26 febbraio, il Comune risponde con un'altra lettera firmata ancora una volta dall'architetto Perugi. «Qui - spiega Capecchi - smentendo quanto dichiarato nell'ordinanza del 2006, si afferma che i lavori sono autorizzati dalla stessa concessione 303. Quello che ci chiediamo è come sia possibile che nell'arco di neanche un anno e mezzo un tecnico abbia assunto due posizioni che appaiono diametralmente opposte». Tra l'altro Capecchi osserva che la grafia delle due firme di Perugi nelle due diverse lettere appare evidentemente diversa, «come se ci fosse stato - osserva il consigliere - un repentino cambiamento di calligrafia dell'architetto». Nell'interpellanza il gruppo consiliare invita ad avviare un'indagine interna e ad inviare i fascicoli alla Procura della Repubblica. «Mi impegno a verificare la questione - afferma l'assessore alla viabilità Riccardo Pallini - e a fare chiarezza. In questo modo verrà accertato se ci sono state, o meno, delle anomalie nella vicenda». «Ho fiducia e rispetto - aggiunge da parte sua l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - per i dirigenti del comune».