L'operazione dei carabinieri ha riguardato anche Magliano in Toscana Intensa attività per i carabinieri della compagnia di Orbetello durante lo scorso fine settimana, particolarmente per le stazioni di Porto Santo Stefano e di Magliano, i cui militari hanno denunciato diverse persone per reati che vanno dall'abuso edilizio, alla detenzione di sostanze stupefacenti e guida in stato di ebbrezza. «I militari della stazione carabinieri di Porto Santo Stefano - spiegano dal comando lagunare - hanno deferito in stato di libertà nove persone per la realizzazione di opere abusive in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, quale per esempio la località Cannatelli. La costruzione dei manufatti in tali aree permette un incremento dei valori nominali degli immobili decisamente importante. È stato infatti calcolato che le migliorie realizzate, in totale assenza di titoli autorizzativi, avrebbero rivalutato le opere in questione di circa 500.000 euro». «Sempre nell'ambito dei controlli del territorio - prosegue la nota stampa - i carabinieri della stazione hanno denunciato per detenzione ai fini di spaccio due cittadini santostefanesi. I militari, intervenuti per sedare un' accesa discussione, hanno infatti rinvenuto all'interno dell'abitazione, sul tavolo della cucina, un involucro di carta stagnola contenente 21 grammi di hashish». In concomitanza dei controlli eseguiti sull'Argentario, numerosi accertamenti in materia edilizia sono stati eseguiti anche dalla stazione carabinieri di Magliano in Toscana, i cui militari hanno accertato, proprio nel centro cittadino, sottoposto a vincolo paesaggistico, la realizzazione di opere abusive ad opera di tre persone che, al fine di ricavare due unità abitative da una, avevano rimosso una scala interna in muratura. I militi di Magliano hanno inoltre denunciato a piede libero due giovani ventenni per il reato di guida in stato di ebbrezza. Barbara Uloremi Una tomba per la bomba d'aereo PORTO S. STEFANO. Cantiere della ditta Pozzi, in via della Grotta, deserto. I responsabili della ditta che lavora alla costruzione di un edificio per civili abitazioni della cooperativa Argentarma, ieri mattina hanno rimandato a casa gli operai: pericoloso continuare i lavori. La bomba inesplosa però è stata messa in sicurezza, il che vuol dire che se nessuno la tocca, protetta com'è, non esplode. La "tomba" provvisorio dell'ordigno è costituita da più anelli prefabbricati in cemento armato posti uno sull'altro a formare un cilindro di notevoli dimensioni, sigillato con un robusto coperchio anch'esso in cemento, al cui interno si trova il residuato bellico, in attesa delle decisioni definitive per renderlo inoffensivo.