ROMA. Dopo aver stoppato il cda, che lunedì si sarebbe riunito per confermare il direttore della Mostra del cinema, il ministro per i Beni Culturali Urbani chiarisce che entro l'Epifania nominerà il nuovo cda della Biennale e che dopo il varo del decreto di riforma, previsto per martedì nel consiglio dei ministri, comunicherà i nomi del «miglior presidente e del miglior rappresentante ministeriale», una frase che sembra lasciare poche chanche alla riconferma di Franco Bernabè. Urbani non parla di nomina ma di ricostruzione del nuovo cda, facendo intravedere un cambio al vertice che sarà una rivoluzione e non una semplice riconferma. «Ricostruire il Cda - afferma il ministro - è un mio diritto-dovere in modo tale che sia il più efficace ed efficiente possibile perché questa Biennale possa dare il meglio di sé in tutti i settori, Archivio Storico compreso». Diritto-dovere di ricostruire un nuovo cda e anche di scegliere «i migliori» dai comunicare poi, ha aggiunto il ministro, «seguendo le vie ufficiali a cominciare dal Parlamento». E se ringrazia Bernabè «per il grande senso di responsabilità e l'ottimo senso del servizio nell'interesse degli italiani», Urbani annuncia che non incontrerà Moritz de Hadeln, il direttore della Mostra che, invece di vedere la propria riconferma, la prossima settimana potrebbe dover salutare definitivamente la Laguna. Urbani, che non lo considera un interlocutore (la nomina dei direttori delle sezioni è compito del presidente) non sembra aver gradito la scarsa internazionalizzare della Mostra, con conseguente penuria di star in Laguna e quindi la richiesta di nuovi fondi e sponsorizzazioni. Non la pensa così Bernabè, che al direttore straniero aveva legalo il suo progetto di rilancio del festival, presentato il 5 dicembre al ministro. E se l'attuale presidente dell'ente aspetta di conoscere il suo destino con un atteggiamento definito dai suoi collaboratori «sereno» per essere riuscito nell' obiettivo di traghettare la Biennale verso la riforma e di ripianare il deficit, non cessa la polemica, non solo politica. Quanto a de Hadeln, commenta le indiscrezioni sulla fine del suo mandalo con laconicità: «Non porto con me la lista di star americane che hanno visitalo la Mostra del cinema, ma chi conosce bene la Mostra dello scorso anno può giudicare la validità o meno degli appunti che mi vengono mossi». Poche star, dicono al ministero. Ma da fonti vicine al direttore si ricorda l'apertura dello scorso anno della rassegna con Woody Allen perii film «Anything else», nonché la presenza al Lido di star come Johnny Dcpp, Nicolas Cage, Catherine Zela Jones, George Clooney, Sean Penn, Emma Thompson e Anthony Hopkins. Presenze che hanno assicurato alla Mostra la copertura, pur la prima volta, di testate come il «Los Angeles Times» e il «New York Times». Sulla successione s'intrecciano intanto le ipotesi, si rincorrono i nomi di Marco Mailer, Giuliano Montaldo, Giancarlo Giannini. «Non sono candidato ad alcunché» replica secco il regista di «Sacco e Vanzetti» e attuale presidente di Rai Cinema, «e sono dispiaciuto che intorno alla nostra manifestazione più importante, più amata, ci sia un balletto che ne rende difficile la gestione».
Caso Biennale entro l'Epifania le nuove nomine
Il ministro per i Beni Culturali Urbani ha affermato di voler ricostruire il Consiglio di Amministrazione (Cda) della Biennale di Venezia entro l'Epifania, nominando nuovi membri. Il ministro ha anche affermato di voler scegliere i migliori membri per il Cda, seguendo le vie ufficiali, come il Parlamento. Il ministro ha anche annunciato che non incontrerà il direttore della Mostra del cinema, Moritz de Hadeln, e che non porterà con sé la lista di star americane che hanno visitato la Mostra del cinema. Il ministro ha anche espresso la sua disapprovazione per la scarsa internazionalizzazione della Mostra e ha richiesto nuovi fondi e sponsorizzazioni.
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