ROMA I tempi per l'insediamento della nuova Biennale di Venezia trasformata in fondazione saranno rapidi, dice il ministro per i Beni e le attività culturali Giuliano Urbani: «Entro l'Epifania. Fino ad allora resterà in carica l'attuale consiglio di amministrazione». Il nuovo verrà nominato nei primi giorni di gennaio, c'è chi dice il 2. Aggiunge il ministro: «Ricostruire il Cda è un mio diritto-dovere, deve essere il più efficiente possibile perché questa Biennale possa dare il meglio di sé in tutti i settori, Archivio storico compreso». Urbani assicura che verranno nominati il «miglior presidente e il miglior rappresentante ministeriale». Franco Bernabè è a un passo dall'addio? I rapporti Urbani-Bernabè sono buoni, nonostante il presidente sia convinto sponsor di Moritz de Hadeln, responsabile delle mostre del cinema 2002 e 2003, messo sotto accusa da Urbani. Ma Bernabè sarebbe molto assorbito dal suo recentissimo impegno come vicepresidente di Rothschild Europe. Urbani avrebbe perciò già pronto il nome di un manager della cultura. Il nuovo Cda nominerebbe subito il responsabile della Mostra del cinema. Con ogni probabilità non sarà de Hadeln, ora protagonista di un acceso confronto a distanza con Urbani; prima del varo della riforma Bernabè aveva convocato per domani, lunedì, una riunione per assegnargli il terzo incarico. Ma il telegramma con cui il ministro ha comunicato la nuova situazione normativa (l'approvazione definitiva della riforma) ha spinto Bernabè all'annullamento. Commento di Urbani: «Lo ringrazio per aver dimostrato grande senso di responsabilità ed un ottimo senso del servizio nell'interesse degli italiani che contribuiscono al finanziamento». Ieri il ministro ha fatto trapelare le ragioni del suo scontento. De Hadeln, durante i suoi due mandati, avrebbe avanzato eccessive richieste economiche mostrando però scarsa propensione verso lo star System internazionale e hollywoodiano che per Urbani rappresenta un volano indispensabile di pubblicità per i film in concorso. Infine il ministro giudicherebbe insufficiente la macchina organizzativa delle due ultime edizioni di de Hadeln. Sul giudizio avrebbe pesato la visita del ministro all'ultimo Festival di Cannes: si sarebbe chiesto come mai la Francia sia riuscita a dar vita a una struttura più solida ed efficiente. Ecco perché ieri Urbani ha dichiarato: «Una delle ragioni di riordino della Biennale è poter consentire a Venezia, ai veneziani e all'Italia di tornare il prima possibile ad una grande rassegna. Non incontrerò de Hadeln perché non è mio compito, io devo formare un Cda e devo parlare con il presidente, non con i direttori». L'ormai ex direttore della Mostra del cinema ha risposto (informalmente come Urbani) elencando, attraverso i suoi collaboratori, i divi presenti quest'anno: Johnny Depp, Nicholas Cage, Catherine Zeta Jones, George Clooney, Sean Penn, Emma Thompson, Anthony Hopkins. Per la prima volta sono venute a Venezia, ricorda de Hadeln, due testate come il Los Angeles Times e il New York Times. In quanto alle richieste di finanziamento, il budget 2003 sarebbe aumentato del 20 non per i fondi pubblici ma grazie a Bernabè. Chi dirigerà la mostra? Si riparla dell'attore e regista Giancarlo Giannini («nessuno mi ha interpellato, se lo faranno ci penserò»). Giuliano Montaldo, in caso di offerta, rinuncerebbe («deve farlo chi ha le competenze, mi dispiace questo balletto che rende difficile la gestione della Biennale»). Il nuovo Consiglio di amministrazione si annuncia effervescente. Quasi certamente vi entreranno il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan (Forza Italia, protagonista di schiette polemiche con Urbani sulla riforma) e il presidente della Provincia di Venezia Luigino Busatto (Margherita): il nuovo statuto prevede che possano essere loro stessi, non solo (come prima) «un delegato». Il vicepresidente di diritto è il sindaco ulivista di Venezia Paolo Costa. Sono dunque in vista sedute interessantissime.
Poche star a Venezia? E' ancora scontro tra Urbani e Biennale
Il ministro per i Beni e le attività culturali Giuliano Urbani ha annunciato che i tempi per l'insediamento della nuova Biennale di Venezia trasformata in fondazione saranno rapidi, con il nuovo Consiglio di amministrazione nominato entro l'Epifania. Il ministro ha anche affermato che il nuovo Cda sarà il più efficiente possibile per dare il meglio di sé in tutti i settori, compreso l'archivio storico. Urbani ha anche menzionato che il nuovo presidente e il rappresentante ministeriale saranno nominati. Il presidente attuale Franco Bernabè è a un passo dall'addio, a causa delle sue richieste economiche e della sua scarsa propensione verso lo star System internazionale.
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