Testa: monitoraggio sulle cause. Di Carlo: inquietante richiesta di proroga Dopo la richiesta di prolungare di due anni i lavori nel tratto San Giovanni-Pantano Metro C ad ostacoli, ora è confermato. Dopo appena due anni dallavvio dei cantieri, ecco che già viene scritto nero su bianco che lapertura della prima tratta della metro, quella da Pantano a San Giovanni che ancora nel febbraio scorso le imprese costruttrici, in convegni pubblici, dichiaravano che si sarebbe aperta nel 2011, subisce un posticipo di circa due anni. Dunque per lapertura complessiva di quelle 22 stazioni, inclusa quella cruciale di San Giovanni, la prima che si interseca con una linea metro già esistente, la A, non se ne parlerà prima del 2013. Per il 2011 ci si dovrà accontentare dellapertura del tratto Pantano-Parco di Centocelle (15 stazioni, ma solo 7 con linea interrata perché le altre 8 sono nel tratto del trenino Roma-Pantano) e per lautunno del 2012 lapertura delle successive 6 stazioni, fino a piazzale Lodi. Non si specifica o si ipotizza, viceversa, la data di apertura della stazione cruciale, quella di San Giovanni. Lo slittamento dellapertura delle prime stazioni, raccontato ieri dal nostro giornale, è stato confermato ieri da un comunicato congiunto a firma delle imprese costruttrici e di Roma Metropolitane. Sia il gruppo di imprese che si è aggiudicato lappalto da circa 3 miliardi di euro, (capofila Astaldi, e insieme la Vianini di Caltagirone, Ansaldo, Ccc e Cmb) che i vertici della società del Comune che si occupa della realizzazione dei trasporti sotterranei precisano però che «non vi sono modifiche del quadro economico». Spiega Chicco Testa, presidente di Roma Metropolitane: «Da tempo monitoravamo quei cantieri, tenevamo sotto pressione le aziende affinchè rispettassero la tempistica dei lavori. E vero, si sono verificate importanti problematiche archeologiche proprio a San Giovanni e in altri tratti, ma stiamo esaminando con accuratezza le loro richieste di proroga per verificare se dipendano tutte da fattori non prevedibili e preventivabili o se siano pretestuose». Ma chi interviene durissimo sulla richiesta di proroga ufficializzata con una lettera inviata nei giorni scorsi dalle imprese costruttrici a Roma Metropolitane è Mario Di Carlo, il consigliere regionale del Pd che allora, come assessore capitolino ai Trasporti, avviò le prime battute dellimponente appalto: «In due anni le imprese hanno accumulato almeno un anno e mezzo di ritardo e non specificano la data di apertura della stazione fondamentale di San Giovanni: è gravissimo e anche inquietante» così le parole di Di Carlo, ieri in via dei Frentani alla direzione del Pd regionale, presenti, tra gli altri, Nicola Zingaretti. «La richiesta di proroga dei tempi di consegna arriva allindomani dellelezione del sindaco anche da chi auspicava una "discontinuità" con la precedente amministrazione. Forse la discontinuità invocata voleva anche far tornare i grandi cantieri di Roma nelle vecchie logiche dei lavori aperti e mai chiusi, nelle concessioni che consentivano ritardi e rincari in corso dopera come ai tempi della defunta società Intermetro di cui facevano parte le stesse aziende che oggi chiedono proroghe per la metro C? E inoltre, i tempi di consegna erano una delle clausole fondanti per il miglior punteggio per laggiudicazione dellappalto e le imprese vincitrici addirittura promisero consegne anticipate di quasi due anni. Ciò, in fase di aggiudicazione della gara, certamente li avvantaggiò rispetto ad altre imprese che furono scartate».