La reggia vanvitelliana non è dei casertani ma sta a Caserta. Per cui tutto quanto di bene o di male se ne dica, ricade sulla cittadinanza casertana. Ne consegue ancora che quando tutto è della magnificente, noi casertani ne portiamo ingiustificato merito (vedi i fulgori della scenografia all'epoca in cui i saloni ospitarono il gala di chiusura dei G7 nel 1994) così come per tutto quanto rilevato al negativo ne portiamo immeritata responsabilità. Meriti e demeriti sono del ministero dei Beni culturali, della Soprintendenza, della direzione e, da molto tempo a questa parte, sono più le negatività che le positività osservate. Sabato scorso con amici forestieri, alcuni ne ricordavano i passati fulgori, altri non la conoscevano, smorfie di compatimento e abbiamo dovuto snocciolare la solita litania. E cioè: che l'Erario incassa milioni al botteghino della reggia e, per la manutenzione della stessa, ristorna centesimi. Di qui il numero ridotto di personale di custodia che manco li identifichi perché guai a parlare di divise, il pessimo stato di pulizia sia dei reali appartamenti sia del parco e delle vasche. Non tutte le stanze sono aperte ai visitatori, dopo la sala del trono a destra c'è il blocco, si torna a sinistra e in fondo, dove sono i "resti" del presepe scampati al furto di vent'anni fa, c'è già l'uscita. Il percorso è caratterizzato dallo struscio di migliaia di persone sui pavimenti senza protezione di moquette-corsia, da un polverone sedimentato da anni su mobili, lampadari, soprammobili, da vetrate mastodonti-che talmente sporche da non lasciar passare la luce. Una sciatteria che è figlia della mancanza di fondi di cui la direzione dispone per l'adeguata manutenzione. Non dissimile l'aspetto del parco: vialetti di sterrato sconnesso, le grandi peschiere con tappeto di fogliame e di vegetazione acquatica, la vasca di Diana e Atteone con le paperelle a fare slalom tra bottiglie di plastica, cartocci galleggianti e qualche carpa defunta a pancia all'aria. La visita agli appartamenti è da associare a quella di una qualunque soffitta, quella ai giardini, a uno scantinato. Il tutto in un tripudio di ambulanti a offrire tamburi, archi e frecce e poster di Scamarcio. Tutto questo soltanto un accenno a tanta vergogna. La direzione e la Soprintendenza dovrebbero fare la voce grossa al ministero che tiene i cordoni della borsa. E in caso di rinnovata sordità, si faccia un gesto dignitoso: chiusura della reggia fin quando non sarà ripulita.
Caserta - Povera Reggia, ma quanto degrado
La reggia vanvitelliana di Caserta è stata oggetto di critiche per il suo stato di degrado. I visitatori hanno segnalato la mancanza di personale di custodia, la pessima pulizia e lo stato di abbandono dei reali appartamenti e del parco. Il percorso di visita è caratterizzato da pavimenti sporchi e mobili danneggiati. La visita agli appartamenti è simile a quella di una soffitta o uno scantinato. L'autore sostiene che la direzione e la Soprintendenza dovrebbero fare pressione sul ministero per ottenere fondi per la manutenzione. In caso di rifiuto, si suggerisce di chiedere la chiusura della reggia fino a quando non sarà ripulita.
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