Gli ascensori esterni del Vittoriano? Saranno smontati. L'impianto, una struttura semicilindrica in cristallo e acciaio che arriva fino alla Terrazza delle Quadrighe, era stato realizzato quando ministro dei Beni culturali era Francesco Rutelli. Ha innescato critiche e proteste, a partire da quelle di Italia Nostra. Ma ha anche raccolto il consenso dei turisti che l'hanno letteralmente preso d'assalto. Il nuovo direttore regionale dei Beni Culturali, Francesco Prosperetti, annuncia: «Penso che sia giusto restaurare il vecchio ascensore interno, quello che arriva fino all'Istituto della Resistenza. Una volta terminati i lavori, allora sarà possibile smontare la coppia di ascensori esterni». Siamo di fronte a un nuovo esempio di "politica del piccone" che assomiglia, alla lontana, al desiderio del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, di indire un referendum per rimuovere la teca dell'Ara Pacis? «Ma no, non è così - replica Prosperetti, che si è insediato a gennaio - Diciamo che l'impatto visivo della coppia di ascensori estemi è sotto gli occhi di tutti. Però, sarebbe anche sbagliato dire che sono stati gettati al vento dei soldi. Primo, perché potremo restaurare il vecchio ascensore grazie al funzionamento di questo impianto esterno. Visto a posteriori, è stato un intervento utile. E devo dare atto a chi mi ha preceduto che l'ascensore esterno è una struttura provvisoria: può essere rimossa senza problemi». Inoltre, secondo Prosperetti, i costi di costruzione, 1 milione e 155 mila euro, sono già stati ampiamente pagati dai biglietti staccati da quando gli ascensori sono stati inaugurati, undici mesi fa. Ma c'è dell'altro e a rivelarlo è Io stesso Prosperetti in un'intervista rilasciata al mensile "Roma Capitale" e diffusa dal segretario regionale della Uil Beni Culturali, Gianfranco Cerasoli: il progetto dei lavori del Vittoriano - molto più articolati, vanno ben oltre al semplice ascensore - è stato sequestrato dalla Procura della Corte dei conti. Precisa Prosperetti: «Più correttamente, diciamo che il progetto è stato acquisito dalla Procura della Corte dei conti. Per questo, potrò prendere una posizione più chiara solo quando mi sarà possibile esaminare materialmente quel progetto. A quel punto, assumerò il ruolo di responsabile unico dei lavori. Ma sul futuro degli ascensori, sulla loro rimozione e sul restauro di quello interno, lavorerò comunque per una soluzione condivisa, coinvolgerò anche il Comune e la Sovrintendenza». Di fronte alla raffica di critiche, nei mesi scorsi il Ministero per i Beni culturali varò un gruppo di lavoro per studiare «possibili miglioramenti all'impatto della struttura». Ma secondo il segretario generale della Uil-Beni Culturali, Gianfranco Cerasoli, «quel gruppo di lavoro si è riunito solo una volta». Ieri Cerasoli ha scritto una lettera al nuovo ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, e al sindaco Gianni Alemanno in cui critica aspramente l'idea di pagare l'operazione di rimozione degli ascensori esterni (costo previsto 1,5 milioni di euro) con gli incassi dei biglietti. «Gli utenti - dice Cerasoli - non possono pagare due volte».