Addio ascensori esterni del Vittoriano. Quelli in cristallo che svettano oltre il monumento e visibili anche da molto lontano. Dopo le polemiche roventi degli scorsi mesi intellettuali, Italia Nostra, politici di entrambi gli schieramenti con interrogazioni parlamentari, Uil beni culturali, Vittorio Sgarbi, cittadini si cambia. Via gli attuali elevatori, e largo a un nuovo progetto che prevede in sostanza il potenziamento del già esistente ascensore interno, costruito agli inizi del Novecento e coevo dell'Altare della Patria. Per la «Patria di Marmo» botticino, colosso intitolato al re Vittorio Emanuele E e sede della Tomba del Milite Ignoto, è una svolta. Annunciata ieri in un'intervista del nuovo direttore regionale del Ministero per i Beni culturali, l'architetto Francesco Prosperetti, al mensile «Roma capitale». Un'intervista a firma Gianfranco Cerasoli, segretario della Uil Beni culturali e fiero avversario, da sempre, dell'attuale progetto (costo i milione e 155 mila euro) che in molti arrivarono a definire un «vespasiano». Queste le parole di Prosperetti al mensile: «Mi riservo di assumere il compito di Rup (Responsabile unico del procedimento, n.d.r) degli interventi in corso sul Vittoriano non appena la Procura della Corte dei Conti avrà dissequestrato la documentazione progettuale (indagine in corso sulla precedente gestione del progetto). Nel frattempo ho approfondito la questione e ritengo che si potrà pensare di smontare gli ascensori non appena realizzato il nuovo ascensore intemo in sostituzione di quello esistente». Raggiunto al telefono, Prosperetti ha confermato la notizia. I tempi non saranno comunque immediati (il progetto non sarà avviato prima di un anno). L'idea, in sostanza (ma i dettagli tecnici sono complessi) è quella di musealizza-re il vecchio ascensore (uno dei primi in Italia) e, nella stessa tromba esistente, creare una cabina di capacità molto ampia con cui accedere alla sommità. L'accesso del pubblico alle terrazze, da cui si gode lo splendido panorama, sarà dunque conservato: «Si potrà accedere ha spiegato Prosperetti ma con un ultimo tratto di scala a piedi, che sarà potenziata rispetto a quella esistente-e resa agibile anche ai disabili». Quest'ultimo progetto, secondo l'architetto, non sarebbe stato però possibile senza prima aver realizzato l'attuale e contestato ascensore, che per Prosperetti (che pure non lo ama, come è radente) è dunque da considerarsi propedeutico a questo secondo, futuro intervento. «Altrimenti si sarebbe reso inagibile l'Istituto perla Storia del Risorgimento. Non solo, con i soldi degli utenti che utilizzano l'attuale ascensore si copriranno i costi del nuovo progetto». Perché non realizzare l'abbassamento dell'attuale ascensore, come ipotizzato anche dal Consiglio superiore dei Beni culrurali (organo che ha più volte bocciato il vecchio progetto)? «I costi sarebbero identici. Se ci si mette mano, meglio intervenire all'interno, una volta per tutte e in modo definitivo».