Franchi tiratori, dopo la protesta dei sindaci non passa il piano delle cave La Lombardia a statuto speciale per lExpo del 2015. Sarebbe questa la richiesta forte che Roberto Formigoni invierà oggi al nuovo governo, nel giorno del via libera del consiglio regionale al nuovo statuto della Lombardia. Un lavoro bipartisan che non finisce certo con lapprovazione della nuova carta regionale che pur definisce la Lombardia «come regione autonoma». Semmai un nuovo un punto di partenza. Più autonomia per sfruttare a pieno le potenzialità dellEsposizione universale, la realizzazione delle infrastrutture e per cogliere tutte le opportunità che si apriranno per il sistema economico e territoriale lombardo. Due le priorità tra le altre. Il federalismo fiscale e differenziato entro lestate e la ripresa della trattativa interrotta bruscamente con la fine anticipata della scorsa legislatura sulle 12 materie sulle quali il Pirellone chiede allo Stato di avere la competenza esclusiva o concorrente. Dallambiente, ai beni culturali, dallorganizzazione sanitaria, alla comunicazione, alla protezione civile, alla previdenza, alle infrastrutture, alla ricerca, innovazione e università, alla cooperazione transfrontaliera fino alle casse di risparmio rurali e regionali. Concentrandosi soprattutto su quelle che rappresentano la concretizzazione del federalismo. Come le infrastrutture e listruzione. «Una giornata storica» la definisce già il presidente del consiglio regionale leghista Ettore Albertoni. Un lavoro condiviso anche dal Partito democratico durato mesi, che pone la Lombardia allavanguardia e non solo in Italia. Il testo entrerà in vigore a metà settembre, salvo entro 30 giorni 300mila cittadini chiedano il referendum. «Con questo testo - spiega Giuseppe Adamoli, presidente della Commissione statuto del Pd - la Lombardia è in grado di esercitare non solo le funzioni standard delle altre regioni, ma anche quelle più ampie che attendiamo che il Parlamento e il governo ci assegnino nel più breve tempo possibile». Sessantacinque articoli, che contrariamente ad altre regioni lasciano invariato a 80 il numero dei consiglieri, che però dovranno rappresentare tutte le province. Viene introdotta la mozione di sfiducia contro il governatore e la censura verso gli assessori. Riconosciute e garantite anche le pari opportunità tra uomini e donne in ogni campo. Tra i principi, il nuovo Statuto riconosce la persona «come fondamento della comunità regionale», si affermano «il diritto alla vita in ogni sua fase», la famiglia, il lavoro e limpresa. Si riconoscono la «chiesa cattolica e le altre confessioni religiose», si perseguono tradizioni cristiane e civili e «la valorizzazione delle identità storiche e linguistiche presenti sul territorio». Lobiettivo finale del Pirellone è quello di arrivare a una nuova concezione dello Stato, che riconosca nel cittadino il vero titolare della sua azione e dia pari dignità a tutte le componenti. Un traguardo reso difficile dai vincoli degli articoli 116 e 117 della Costituzione. Un traguardo ambizioso, che è stato preceduto ieri da una giornata in cui la maggioranza ha ancora una volta scricchiolato sullapprovazione del piano cave dellassessore lombardo allAmbiente Marco Pagnoncelli. Dopo essere stato falcidiato da sette franchi tiratori leghisti, ben due riunioni dei capi gruppo e una della maggioranza durata oltre unora è stato nuovamente aggiornato, dopo che è mancato per ben due volte il numero legale sullemendamento che chiedeva lo stralcio della cava di Caravaggio. Un progetto che non piace ai sindaci del cremasco e della bergamasca che temono danni al sistema idrogeologico, che hanno già annunciato ricorsi e non piace nemmeno a tutto il centrosinistra. «Formigoni farebbe bene a presentarsi oggi in aula con un nuovo assessore allAmbiente» fa notare a fine giornata il verde bergamasco Marcello Saponaro.