Sarà diffìcile che facciano pace, il direttore e il ministro, anche se, formalmente, non si sono mai fatti la guerra. Allo stato, solo un miracolo all'italiana può riportare Moritz de Hadeln al timone della Mostra di Venezia, tanto più dopo la revoca del Cda che domani, lunedì, l'avrebbe dovuto riconfermare per l'edizione 2004. Una spessa lastra di ghiaccio sembra essere scesa tra i due «contendenti». Leggere, per credere, le parole pronunciate ieri a Verona dal ministro Urbani: «So che mi ha chiesto di vederlo. Ma il mio referente non è lui. Non è mio compito incontrarlo. A me spetta di formare un Cda e ne parlerò con il presidente della Biennale, Mi devo fermare a ciò, le scelte dei direttori nel passato sono sempre state responsabilità esclusiva del Cda e lo saranno anche in futuro». Un futuro ravvicinato, se è vero, come afferma il ministro confermando l'anticipazione del Giornale, che «entro l'Epifania» la Biennale avrà un nuovo Consiglio d'amministrazione. Lo presiederà ancora Franco Bernabè? Sembra improbabile. Il manager, coerentemente, resta inchiodato al suo candidato per la direzione della Mostra, cioè de Hadeln. Urbani lo sa, E infatti, ringraziando il presidente «per aver dimostrato ancora una volta un grande senso di responsabilità», precisa: «Ho il diritto-dovere di pensare a chi sia il miglior presidente e il mi glior rappresentante ministeriale, . aspetto che il testo diventi legge, e poi comunicherò i nomi seguendo le vie ufficiali a cominciare dal Parlamento». In questo contesto rovente, mentre la sinistra cinematografica chiama alla mobilitazione e nel centrodestra non si placano i malumori nei confronti di Urbani, trapelano i motivi che avrebbero spinto il ministro a considerare chiuso dopo due anni, nonostante «la rinverdita immagine della Mostra», il capitolo de Hadeln. Secondo fonti ministeriali raccolte dall'AdnKronos tre le principali «colpe» a carico: poche star hollywoodiane e scarso coraggio nei confronti di produttori e registi americani; film non in sintonia con i gusti del pubblico vero, quello che poi va al cinema nelle sale; richiesta continua di finanziamenti ministeriali, mancanza di adeguate sinergie con altre istituzioni pubbliche e private. Quasi una risposta a de Hadeln, che dalle colonne del Corriere della Sera, aveva chiesto: «Non vado bene, non sono soddisfatti? Mi dicano dove ho sbagliato». Prudente la controreplica del direttore. «Non porto con me la lista delle star che sono passale al Lido, ma chi conosce bene la Mostra 2003 può giudicare la validità o meno degli appunti che mi vengono mossi». In effetti, da Woody Allen ad Anthony Hopkins, da Nicholas Cage a George Clooney, da Emma Thompson a Githerine-Teta Jones, da Sean Penn a Johnny Depp, non si può proprio dire che siano mancate le celebrità. Quanto ai finanziamenti pubblici, dall'entourage di de Hadeln fanno osservare come la Mostra, «grazie soprattutto al lavoro compiuto da Bernabè, abbia aumentato del 20 per cento, pari a un miliardo e 200mila euro, il budget del Festival coperto dalle sponsorizzazioni». All'attivo vanno inoltre inclusi gli accordi con la Scuola nazionale di cinema e Cinecittà Holding. Infine i film: se dal ministero lamentano una tendenza a premiare titoli poco apprezzati dal pubblico, dalla Biennale ricordano il successo commerciale di Maddalene, di Buongiorno, notte o dell'appena uscito Lost in Translalion. Naturalmente sono schermaglie destinate a lasciare il tempo che trovano. In verità è che il ministro, legando il proprio nome alla riforma della Biennale, intende cambiare pagina, e la Mostra, per la sua particolare esposizione mediatica, è il settore più ambito, «il cinghialone che fa gola a molti», per dirla con il sindaco Paolo Costa. Da registrare, infine, la messa a punto di Giuliano Montaldo, presidente (in prorogatio) di Raicinema, dato dal Giornale tra i possibili nuovi direttori. «Non sono candidato ad alcunché. In realtà non posso nemmeno smentire perché nessuno, fino ad ora, mi ha proposto niente». Insomma, per il regista di Sacra e Vanzetti sarebbe «il solito casino all'italiana: sinceramente non capisco cosa non vada in questa gestione Bernabè-de Hadeln, mi dispiace solo che ancora una volta intorno al nostro Festival più importante si svolga un balletto che ne rende difficile la gestione».
Il ministro e de Hadeln adesso litigano sulle star di Venezia
Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Urbani, ha espresso la sua intenzione di non riconfermare Moritz de Hadeln alla direzione della Mostra di Venezia, a causa di diverse critiche. De Hadeln, secondo fonti ministeriali, è stato criticato per aver selezionato poche star hollywoodiane, avere film che non sono in sintonia con il pubblico e richiedere finanziamenti ministeriali. Il direttore della Mostra, de Hadeln, ha risposto che non porta con sé la lista delle star che sono passate al Lido, ma che il successo commerciale di alcuni film come Maddalene e Buongiorno, notte ha dimostrato che i film selezionati sono stati apprezzati dal pubblico.
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