Ipotesi «Macro», il museo di arte contemporanea, per Vittorio Sgarbi. È una delle poltrone possibili per l'ex assessore alla Cultura di Milano, che oggi incontrerà Gianni Alemanno, per «parlare del mio eventuale incarico a Roma», come dice lui stesso. D Macro è una delle ipotesi, perché il sovrintendente Danilo Eccher è uno dei 31 dirigenti del Campidoglio che sono stati «dimessi» in quanto esterni e decaduti con l'arrivo del nuovo sindaco: quindi è libera. Ma a me «piacerebbe un assessorato al centro storico - ha ieri affermato Vittorio Sgarbi - E l'esperienza di Milano mi è servita per sapere come comportarmi con Alemanno». Comunque «preferisco un incarico da consulente piuttosto che da assessore - ha anche aggiunto il critico d'arte - poiché non avendo presentato nessuna lista alle elezioni, non posso avere un ruolo politico diretto». Gianni Alemanno ha, del resto, idee diverse dall'assessorato al centro storico: «Vittorio Sgarbi sarà coinvolto sul versante della conservazione dei beni culturali - ha detto ieri - in questo ambito lo ritengo una delle migliori mentì, e il suo contributo ci aiuterà a realizzare un rilancio di questo settore che, a mio avviso, presenta un bilancio non molto positivo», n sindaco non prenderà sull'argomento indicazioni da Letizia Moratti che ha «licenziato» Sgarbi: incontrerà il critico prima del sindaco di Milano, con cui ha in programma un appuntamento nel pomeriggio. Né Letizia Moratti ha intenzione di darne: «Non mi permetto di dare né consigli, né avvertimenti», sono le parole con cui il sindaco milanese ha troncato l'argomento. Chi si risente è invece Enzo Foschi, del Pd, vicepresidente della commissione Cultura alla Regione: «Che Roma possa su un tema così rilevante come la cultura - ha detto - prendere gli scarti di Milano, proprio non si può accettare».