La tutela del paesaggio dovrebbe essere una materia centrale, ma in Italia si trova spesso vittima della contesa fra Stato e Regioni. A raccontarci questa delicata questione è Stefania Basso, nella sua tesi di laurea specialistica in Giurisprudenza, «La tutela del paesaggio tra Stato e regioni». «La tutela del paesaggio - ci dice la neodottoressa - è stata a lungo un aspetto secondario delle politiche nazionali, mentre dovrebbe essere elemento chiave del benessere individuale e sociale. La «Convenzione europea del paesaggio» del 2000 chiama gli Stati a riconoscere giuridicamente il valore del paesaggio (definito come «determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali eo umani e dalle loro interrelazioni»), in quanto «componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità». In Italia, nonostante la tutela del paesaggio stia, nella Costituzione, fra i principi fondamentali della Repubblica, il concetto di paesaggio ha stentato a trovare una sua fisionomia giuridica, essendo stato utilizzato per scopi diversi e spesso in maniera indifferenziata rispetto ad altri concetti, quali «ambiente» ed «urbanistica»; da essi però, seppure affini, la tutela del paesaggio si differenzia per l'intrinseca culturalità, in quanto testimonianza della storia, delle radici, dell'identità di una comunità insediata nel territorio». A rendere più complessa la tutela del paesaggio, c'è poi il fatto che si tratta di un ambito conteso fra Stato e Regioni e quindi oggetto di conflitti e rivendicazioni di competenze, giusto? «Esatto e proprio sull'analisi di questo si concentra la mia ricerca. È ben percepibile al riguardo lo sforzo della Corte Costituzionale nel delineare l'assetto delle competenze, poiché la molteplicità di norme sovrapposte non giova alla tutela del paesaggio italiano. Tali norme infatti non definiscono il confine fra paesaggio, ambiente e territorio, cioè fra ambiti regolati da normative diverse e la cui tutela è affidata a differenti responsabilità: ambiente e paesaggio sembrano rientrare infatti prevalentemente nelle competenze statali (del Ministero dell'Ambiente l'uno e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali l'altro) mentre il governo del territorio è affidato a Regioni ed enti locali. La Corte Costituzionale ha perciò sottolineato la necessità di ritrovare la consapevolezza della dimensione storica ed etica della tutela del paesaggio, quale «valore etico-culturale nella cui realizzazione sono impegnate tutte le pubbliche amministrazioni e, in primo luogo, lo Stato e le Regioni, ordinarie o speciali, in un vincolo reciproco di cooperazione leale». Recentemente ha poi ribadito l'importanza della tutela del paesaggio quale «valore primario ed assoluto, che rientra nella competenza esclusiva dello Stato che precede e limita il governo del territorio». La materia è quindi complessa, ma è altrettanto essenziale per qualsiasi paese, ma in particolare per uno tanto naturalmente vario e bello quanto ricco di storia come il nostro Belpaese.
Trentino Alto Adige - La tutela del paesaggio contesa fra Stato e Regioni
La tutela del paesaggio è un aspetto centrale per il benessere individuale e sociale, ma in Italia è spesso vittima della contesa fra Stato e Regioni. La Convenzione europea del paesaggio del 2000 riconosce il valore del paesaggio come componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni. In Italia, il concetto di paesaggio ha stentato a trovare una sua fisionomia giuridica, essendo stato utilizzato per scopi diversi e spesso in maniera indifferenziata. La tutela del paesaggio è contesa fra Stato e Regioni, con la Corte Costituzionale che ha sottolineato la necessità di ritrovare la consapevolezza della dimensione storica ed etica della tutela del paesaggio.
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