Filippino Lippi è uno dei grandi del Rinascimento fiorentino. Ma poteva esserlo anche di più se non avesse avuto per contemporaneo un «certo» Leonardo da Vinci. Il loro lavoro si intrecciò varie volte, compresa la realizzazione di un San Girolamo penitente. Quello di Leonardo, infatti, è custodito incompiuto nella Pinacoteca vaticana; di quello degli Uffizi, bellissimo, ieri invece è stato presentato il restauro reso possibile grazie alla sponsorizzazione del Cral Telecom di Toscana e Liguria, con unasommadi circa 9mila euro. E sempre da ieri è di nuovo visibile suunadelle pareti della sala8degli Uffizi, quella dedicata appuntoai capolavori dell'artista nato a Prato nel1457emortoaFirenze nel 1504. A compiere l'ennesimo «miracolo» di recupero di un'opera d'arte, sono stati due restauratori - Stefano Scarpelli e da Roberto Buda - sotto la direzione di Angelo Tartuferi, direttore del dipartimento arte del Medioevo e primo Rinascimento degli Uffizi. Ad affermare che si trattava di «un San Girolamo bellissimo» dipinto per la Badia fiorentina, fu anche Giorgio Vasari, che rammentò il dipinto nell'edizione delle Vite del 1568. Quasi un secolo dopo, nella storia della chiesa fiorentina scrittada Puccinelli si parla di una tavola di Filippino dipinta nel 1480. E qui cominciano i dubbi e i litigi perché secondo la critica la tavola di Filippino sarebbe posteriore a quella di Leonardo, mentre se si prende per buona l'affermazione del Puccinelli sarebbe il contrario. A noi posteri, fruitori della bellezza che ci è stata tramandata, importa poco sapere quale dei due dipinti ha il primato cronologico. È importante invece rilevare che i problemi conservativiche affliggevano il dipinto consistevano nella instabilità del supporto ligneoche aveva causato anche dei sollevamenti di colore estremamente precari, che avevano provocato delle microscopiche cadutedella pellicola pittorica. Come hanno spiegato i restauratori, il supporto ligneo, secondo una prassi abbastanza comune tra Ottocento e Novecento, era stato assottigliato di almeno 3 centimetri (da 4,5 a 1,5) e, successivamente, per rimediare all'eccessiva mobilità del supporto stesso, era stata applicata una «parchettatura» rigida che ha causato la formazione di spacchi e sollevamenti di colore, con le inevitabili cadute del mantopittorico. L'intervento di restauro, durato circa due mesi, ha innanzitutto stabilizzato la pellicola pittorica; conseguentemente la superficie è stata poi ripulita, in mododarimuovere le vecchie vernici dell'ultimo restauro e di ritrovare un equilibrio cromatico. Infine è stata eliminata la vecchia parchettatura, sostituendola con un sistema di sostegno in legno di castagno più elastico di quello precedente. Il tutto è stato reso possibile, come detto, dal contributo del Cral Telecom ligure-toscano, che ha sostenuto l'intervento per celebrare il trentesimo anniversario della nascita del circolo. Tra l'altro il Cral Telecom non è nuovo a interventi del genere a favore di opere custodite nella Galleria degli Uffizi e bisognose di particolari attenzioni. Già nel 2004, infatti, il circolo che evidentemente ha una particolare propensione per le opere di Filippino Lippi aveva messo a disposizione le risorse per il restauro della Vergine in Adorazione del Bambino con San Giovannino. Oggi le due opere si possono ammirare poco distanti l'una dall'altra proprio in Galleria. Proprio per questo interesse dimostrato dal circolo, ieri Angelo Tartuferi è andato oltre. Ha proposto al Cral Telecom di sponsorizzare anche il restauro di 2 tavole di Bartolomeo Bulgarini (dettoUgolino Lorenzetti) raffiguranti San Giovanni Battista e San Pietro.Le condizioni dei dipinti sono davvero difficili, ma il circolo ancora una volta ha accettato di farsi carico del costo del restauro. Averne di circoli così sensibili...