Reina va alle Infrastrutture: si occuperà del Ponte Altra nomina in quota autonomista quella di Vincenzo Scotti, delegato agli Esteri Lex presidente dellArs va al Cipe il tesoriere forzista Crimi incassa la poltrona dello Sport Reclamava un ministero, ha sperato sino allultimo di avere un vice, ha ottenuto due sottosegretari. Ma a Raffaele Lombardo va bene così. Anche perché allo storico ingresso dellMpa nel governo nazionale corrisponde anche la conquista di una delega particolarmente ambita: quella alle Infrastrutture. Sintetizzando, significa che il leader autonomista può vantare da ieri sera il suo sottosegretario al ponte sullo Stretto. Un ruolo assegnato al deputato nazionale Giuseppe Reina, catanese, 54 anni, già presidente e amministratore unico della Sac Service, la società di gestione dei servizi dellaeroporto di Catania. Lui, Reina, non si offende mica dellappellativo. Anzi: «Sottosegretario al Ponte? Un complimento, uno stimolo a portare avanti la madre di tutte le battaglie, che poi è una battaglia di sviluppo per tutto il Mezzogiorno. LMpa è nato anche per questo». Oltre a Reina, sulle ali della Colomba lombardiana finisce al governo, fra i sottosegretari, anche il napoletano Enzo Scotti, ex notabile democristiano che assume la carica agli Esteri. «Il ministero? Era più una richiesta simbolica, limportante era incassare deleghe di peso. LMpa è soddisfatto», afferma Reina, per il quale in mattinata si profilava un incarico da viceministro. Poi, Berlusconi ha deciso di rinunciare alla nomina dei «vice» e Reina si è dovuto accontentare. Ma il parlamentare etneo potrebbe essere promosso nelle prossime settimane, quando dovrebbe anche essere allargata la squadra dei sottosegretari. Cadono le altre ipotesi circolate in questi giorni in casa Mpa: quella che prevedeva la designazione di nomi storici del movimento, come Giovanni Pistorio o Carmelo Lo Monte. «La candidatura di due non parlamentari - dice il segretario regionale dellMpa Lino Leanza - rientra nella scelta di non distogliere dai lavori daula i nostri rappresentanti in Camera e Senato e di non cumulare diverse cariche in capo a stessi soggetti». Nella pattuglia dei 37 sottosegretari, per ora, non cè una nutrita schiera di siciliani. Sono tre, in tutto: oltre a Reina, vi figurano il presidente dellArs uscente Gianfranco Micciché - che va a sedersi a Palazzo Chigi con la delega sui fondi Cipe - e il messinese Rocco Crimi, altro forzista che del partito di Berlusconi è stato tesoriere nazionale e che viene nominato sottosegretario allo Sport. Il ruolo di capitano di questa mini-compagine spetta a Micciché, che a febbraio - dopo essere stato invitato a ritirare la sua candidatura alla presidenza della Regione - aveva annunciato che avrebbe fatto il ministro per il Mezzogiorno. Si limiterà a fare il sottosegretario ma con la gestione di tutte le risorse statali (la cui spesa viene programmata dal Cipe) e con la soddisfazione di un piccolo record: dal 94 a oggi, ha avuto un incarico in tutti i governi Berlusconi. Resta il fatto che la dieta dimagrante imposta dal Cavaliere al suo esecutivo lascia qualche deluso in Sicilia: da Mario Ferrara a Giovanni Mauro, da Tonino DAlì a Roberto Centaro, tutti papabili sottosegretari costretti ad attendere un nuovo giro di nomine. E il governo Berlusconi, ad ogni livello, non presenta esponenti siciliani di Alleanza nazionale. «Un particolare che desta qualche perplessità», annota Fabio Granata, per il quale Fini aveva chiesto un posto di sottosegretario con delega ai Beni culturali. Anche il coordinatore regionale di An Giuseppe Scalia era in corsa per un incarico ma fa buon viso a cattivo gioco. Lui punterà a un ruolo politico nel Pdl e intanto spiega che «bisogna ragionare nellottica del partito unico. E mi creda, con un presidente del Senato e due ministri siciliani alla Giustizia e allAmbiente, gli esponenti delle altre regioni ci invidiano». E in molti, dentro il centrodestra, in queste ore si dilettano in confronti con i governi precedenti: non cera alcun ministro siciliano nel governo Prodi, ne erano presenti tre ma uno solo di prima fascia (Martino alla Difesa) nellesecutivo guidato da Silvio Berlusconi che prese le mosse nel 2001. Chiusa la partita nazionale, definita una prima bozza di candidature per le amministrative, al governatore Lombardo non resta che varare la sua giunta. Dopo il vertice di domenica notte a Catania, il presidente della Regione ha incontrato ieri sia Renato Schifani che Angelino Alfano. «Solo colloqui istituzionali», fa sapere. Ma entro fine settimana il Lombardo I potrebbe finalmente decollare.
Tre sottosegretari alla Sicilia niente viceministro per lMpa
Il governo Berlusconi, in carica dal 2001, ha nominato il deputato Giuseppe Reina sottosegretario alle Infrastrutture. Reina, leader autonomista, è stato nominato in quota autonomista. Il ruolo è stato assegnato in quanto il governo ha deciso di rinunciare alle nomina dei vice. Reina, già presidente e amministratore unico della Sac Service, gestisce i servizi dell'aeroporto di Catania. Il governo ha anche nominato il deputato napoletano Enzo Scotti sottosegretario agli Esteri. Il ministero degli Esteri era una richiesta simbolica, l'importante era incassare deleghe di peso. Il governo ha anche nominato il tesoriere forzista Rocco Crimi sottosegretario allo Sport.
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