Una antica e pesantissima ancora in metallo è stata fatta risalire a galla ieri mattina a Capri al largo del Capo, una delle punte estreme dell'isola, tra Marina di Caterola e Tiberio. Il reperto, di apparente epoca medioevale, è stato rinvenuto a 43 metri di profondità (nella foto, l'ancora sui fondali) a circa cento metri dalla costa. Il ritrovamento è stato effettuato da due professionisti capresi con l'hobby del diving, Vasco Fronzoni e Carlo Del Vino, che avevano localizzato il reperto e che hanno successivamente avviato insieme alle autorità la difficile opera di recupero. "Dopo il primo sopralluogo abbiamo avvertito i carabinieri e da qui", spiega Fronzoni, "è nata una collaborazione con i militari dell'Arma che ha consentito il recupero del prezioso reperto". Ieri mattina i militari della motovedetta 627, comandata dal maresciallo Luca Da Leo, sono arrivati nello specchio d'acqua dove i due subacquei, con l'ausilio di attrezzature tecniche, hanno imbracato l'ancora che è risalita a galla trainata da palloni gonfiabili. Dopo il trasbordo sulla motovedetta l'ancora, lunga un metro e mezzo, larga poco meno di uno e dal peso di circa 150 chili, è stata trasportata a terra e lasciata sul molo della banchinella dove è stata oggetto della curiosità di centinaia di turisti che si sono trovati testimoni di un insolito e inaspettato evento. Dopo le formalità di rito, i due sub, Fronzoni e Del Vino, autori della scoperta, hanno dato in custodia ai carabinieri il prezioso reperto che i militari manterranno in custodia fino alla consegna agli esperti della Soprintendenza che avvieranno gli studi archeologici per stabilirne la data.