«MANCANO gli industriali, e non è una novità». A scorrere i nomi dei finanziatori del cartellone di Bologna estate, lassessore comunale alla Cultura Angelo Guglielmi trova la conferma di unassenza divenuta ormai cronica:«I contributi arriveranno dalle Coop, dalle fondazioni Carisbo e Del Monte e dalle partecipate come Hera. A Bologna nel finanziamento degli appuntamenti culturali, i privati non esistono. Sarà colpa nostra, che non siamo stati abbastanza convincenti ...». I partner citati da Guglielmi sono quelli presenti sui cartelloni della stragrande maggioranza degli eventi culturali bolognesi. «Evidentemente - sostiene lassessore -, le aziende preferiscono non investire se non ne ricavano in immagine». E, fa notare il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli, altrettanto, «evidentemente la cultura non viene ritenuta un buon veicolo di promozione. Sono valutazioni vecchie, smentite dalla realtà. Ma è pur vero che manca in Italia una legge che consenta alle imprese di investire fruttuosamente nella promozione». «Slow food on film, il festival organizzato dalla Cineteca su cinema e cultura slow, chiude oggi con un bilancio di 2mila visitatori al giorno, 900 accreditati, 600 arrivi quotidiani da fuori città. Un target consistente dal punto di vista pubblicitario, che però nessuna impresa ha ritenuto appetibile al punto da destinarvi un contributo. Queste le partnership di «Slow food»: Fondazione del Monte, Coop, i Ministeri per le politiche agricole e per i beni culturali. Gli sponsor sono: Provincia, Alma Mater, Hera (una ex municipalizzata) e Granarolo (una cooperativa). Sorte simile avrà la rassegna di giugno «Il Cinema ritrovato». Secondo Angelo Vami, delegato per le attività culturali della Fondazione del Monte - che lanno scorso ha destinato alla cultura 4 milioni di euro - il deficit di partecipazione degli industriali è dovuto in gran parte allabitudine:«Per tradizione, in città, la maggior parte degli eventi culturali è stata sempre coperta dallUniversità. Le aziende non hanno mai investito in questo tipo di promozione. Spero che lultima assemblea di Unindustria sancisca uninversione di tendenza per far partire un nuovo progetto di città». Una fetta consistente di contributi alla cultura è coperta dal mondo cooperativo. Coop Adriatica ha partecipato questanno alla promozione di «Bologna festival», «Musica insieme», la rassegna di fumetto «Bil Bo Bul» e «Gender Bender», e per ottobre ha in programma una nuova edizione della maratona di letture pubbliche «Ad alta voce». Secondo uno studio pubblicato nel 2006, Lega Coop Bologna con le sue 300 associate aveva messo a bilancio, nel 2005, 2,8 milioni di euro per la sponsorizzazione di eventi culturali. È solo uno spicchio degli investimenti, fanno sapere da Lega Coop, visto che la gran parte dei teatri cittadini, eccezion fatta per il Comunale e per il Teatro delle Celebrazioni, è gestita da imprese cooperative: lArena Del Sole, il teatro delle Moline, i Teatri di Vita.