Margherita e Ds: Ministro costretto a fare marcia indietro. Via libera della Commissione Cultura alla nuova versione del decreto di riforma elaborata dopo le polemiche sulla 'consulta esterna' Roma, 17 dic. (Adnkronos) - "Abbiamo fatto un enorme passo in avanti per la Biennale". Il ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani, non nasconde la soddisfazione per l'approvazione, in commissione Cultura della Camera, del decreto di riforma della Biennale di Venezia. Il ministro, all'ADNKRONOS, sottolinea: "Quasi due anni fa avevamo chiesto una delega per riordinare l'istituto con tre scopi: la patrimonializzazione, l'ingresso dei privati, il miglioramento della governance dell'istituto. Ora, con questo decreto questi obiettivi possono essere raggiunti felicemente". Urbani sottolinea che "lo scopo dei miglioramenti resta uno solo: la Biennale che abbiamo preso noi ha riscosso valutazioni positive e ottenuto risultati positivi. Ora dobbiamo ambire a qualcosa in piu'. Le innovazioni servono proprio a questo". La commissione Cultura ha detto si', stamane, ad una 'nuova' versione del decreto dopo le modifiche apportate con la supervisione dello stesso presidente Ferdinando Adornato. Modifiche apportate dopo una serie di polemiche scoppiate su alcuni punti del provvedimento: consulta 'esterna', divisione delle sezioni, le modalita' di partecipazione dei privati, tra tutti. "A sollevare perplessita' era stata soprattutto la consulta esterna -spiega lo stesso Urbani-. Si e' trattato di paure e perplessita' che non avevano ragione d'essere, per il fatto stesso che si parlava di un organismo consultivo". Nel testo originale, l'organismo era costituito solo da esterni alla Biennale. "Sulla base dei pareri delle commissioni di Camera e Senato, ora a questa esigenza daranno una soluzione gli stessi amministratori della Biennale -dice Urbani-. La soluzione escogitata consente di non mettere in discussione in nessun modo l'autonomia dell'istituto e di assicurare un apporto arricchito di culture specialistiche". Ora, resta sul campo il nodo della direzione della sezione Cinema, con la conferma di Moritz de Hadeln appesa a un filo in vista del prossimo Cda della Biennale: "Esiste un problema di progetto molto ambizioso, che pero' non e' mio -dice Urbani-. E' un problema degli amministratori della Biennale". Soddisfazione e' stata espressa dal centrosinistra per la nuova versione della riforma. "La commissione Cultura della Camera, raccogliendo le indicazioni dei deputati del centrosinistra, ha profondamente modificato il decreto", dice Andrea Martella dei Ds. Per l'esponente diessino, "ora il Cda dalla Biennale deve procedere senza ulteriori indugi alla riconferma del direttore della mostra del cinema". Sulla stessa linea il commento di Andrea Colasio della Margherita che, sottolineando come il ministro Urbani sia stato costretto a fare un passo indietro, ricorda una questione ancora aperta. "Rimane un punto controverso sul quale la Margherita ha votato contro -spiega- la' dove non si prevede un ruolo preciso dei Consigli regionale e provinciale in relazione alla nomina del rappresentante di tali enti nel Cda della Biennale poiche' la norma, cosi come' strutturata, conferisce la nomina ai rispettivi presidenti esautorando i consigli", conclude. Alle osservazioni del centrosinistra sulla sua "marcia indietro" rispetto al testo originale, il ministro replica: "Le paure manifestate riguardavano solo aspetti secondari sono stato lieto di sgomberare il campo da ogni preoccupazione".