Avere poco terreno e costruirci sopra il più possibile: una volta si chiamava speculazione, nulla a che vedere con la qualità e la vivibilità. Casermoni uno in fila all'altro con davanti alla finestra altri casermoni uno in fila all'altro. Sotto un dedalo di stradine sempre più strette, un vero labirinto. Sembra di sognare di questi tempi a Bolzano sentendo quel che ci aspetta: costruire in alto, palazzoni che vanno sempre più in su, grattacieli made in Südtirol. Il tutto sostenendo che così almeno si avrà un po' di verde in più, anche se con molte più persone a doverselo dividere. Su questa linea densificazione pare ormai ci sia una sorta di maggioranza trasversale, salvo poche eccezioni. Nel mirino c'è quel resta oltre via Resia, i Piani e l'ambitissimo areale ferroviario. E poi, al momento con una visione turistico-attrattiva, il Virgolo. E cioè uno dei famosi pendii attorno alla città che sino a ieri dovevano essere sacri e intoccabili come i confini della patria. Insomma, pare che l'esperienza insegni poco o niente. Pare che tutti si scordino che i grandi condomini, ancor peggio se crescono solo in altezza, sono ovunque fonte di spaesamento, isolamento, deresponsabilizzazione. Con l'esperienza davvero non esaltante di Firmian e Casanova che segna la solita enorme differenza che passa tra il dire e il fare. Se si vuole spazio vivibile per gli annunciati nuovi cittadini, più sensato sarebbe verificare bene quanto patrimonio edilizio storico da ristrutturare c'è ancora a disposizione, prima che il centro città diventi solo un luogo per negozi, pub, feste dello speck e mercatini vari: commerciale di giorno e da movida alcolica la notte, con i residenti costretti a trasferirsi. Le loro strade, come via Cappuccini, sono lasciate nell'abbandono e ogni protesta è inascoltata. Sarebbe forse opportuno anche verificare quanto di invenduto ancora c'è nei nuovi quartieri oltre via Resia, cominciando pure a ragionare sulla necessità sempre maggiore di unità abitative diverse dai consueti appartamenti familiari. Ormai single e minifamiglie sono una realtà enorme. Altrettanto opportuno con un adeguato sistema di trasporto sarebbe però anche dislocare ancor più nei comuni periferici il fabbisogno abitativo per non ingolfare la conca bolzanina. Ma il problema dei problemi è quello degli alti costi degli affitti e delle case. Una cosa, infatti, dovrebbe ormai essere chiara: il mercato non si regola da solo, non ha spirito sociale. La sua logica è quella speculativa. Senza un nuovo vero piano sociale abitativo, compito della politica, non si andrà da alcuna parte. E neppure i grattacieli made in Bozen serviranno a qualcosa, ma solo a rendere più brutta e meno vivibile la città e i suoi quartieri.