MILANO «Ma questa faccenda dell'assessore alla cultura non sarà una questione di donne? Nel senso che con le donne Vittorio Sgarbi finisce (quasi) sempre col litigare? Chiedeteglielo, e lui nemmeno si arrabbia. «A parte il fatto che con le donne ho sempre avuto ottimi rapporti...» A parte questo. «A parte questo, non cè nulla di femminile nella Moratti. Tantè vero che con lei sè riprodotto lo schema Urbani». Ovvero? «Il complesso dei numero due. Avendo me come numero due formate ma non sostanziale soffrono la toro inferiorità. La loro inadeguatezza culturale». E si liberano di lei attaccandola per comportamenti "scandalosi". «Bandi, devo dire, proprio su un attacco della Moratti a proposito della mostra di Witkin e Saudek (fotografie troppo osè, secondo il sindaco, ndr) mi fece una difesa meravigliosa. Otto colonne su Libero dicendo: giù le mani da Sgarbi, Sgarbi rappresenta la cultura nella sua libertà». Che centra Bandi? «Mè venuto in mente perché spero the non venga anche a lui - dovessimo lavorare insieme - il complesso del numero due nel confronti dei numero uno». Allora lo ammette: tutto il casino lha provocato lei per avere le mani libere di tornare al ministero della Cultura. «Ah, no, no. Non mi sarei mai comportato così. Ma alla Moratti lavevo già detto, che volevo tornare a Roma. Che avevo già cominciato a lavorare con Alemanno». Con Alemanno? «Be, il discorso dellAra Pacis... Alemanno mi ha fatto delle proposte precise. Che adesso accetterò, probabilmente».