Sgarbi e il sindaco Moratti sempre più ai ferri corti. Consumato il divorzio, ora la polemica si sposta sul piano squisitamente politico. Nel mirino il sindaco, colpevole a suo dire di non aver rispettato i patti elettorali. Archiviata ogni ipotesi di una sua permanenza a Milano anche come «assessore al Nulla» (del resto bollata ieri dalla stessa Letizia Moratti come «impossibile»), il critico darte ha lanciato la sua sfida politica e personale alla Moratti con quello che lui stesso ha definito un «avviso di sfratto». «Ritornerò a Milano per le prossime elezioni a sindaco -ha detto Sgarbi - perchè considero il ritiro delle mie deleghe uno scippo dei miei voti. Quindi confido che Letizia Moratti non farà il sindaco per il secondo mandato». E se la capitale resta comunque la sua residenza delezione, al punto che sta tentando di convicere il nuovo primo cittadino Gianni Alemanno ad affidargli il ruolo di responsabile della Cultura, Sgarbi ha già annunciato un suo impegno politico attivo nel capoluogo lombardo. Tra laltro cè anche la possibilità di finire a lavora con il nuovo ministro alla Cultura Sandro Bondi. «Milano è per me uri ipotesi politica-ha spiegato - presenterò una mia lista già alle prossime provinciali in una logica di alleanza che però chiede il rispetto dei patti». In pratica Sgarbi potrebbe risultare così decisivo nella ipotetica sfida al ballotaggio tra il candidato del centrosinistra (probabilmente Filippo Penati) e quello del centrodestra (forse Tiziana Maiolo). Bocche cucite in giunta, lunica che ha sempre difeso Sgarbi è stataTiziana Maiolo. Al ritiro delle deleghe - ha tagliato corto il vicesindaco Riccardo De Corato - è un semplice atto amministrativo e aMilano ci sono cose ben più importanti da affrontare». E opinione diffusa che le deleghe alla Cultura resteranno a lungo nelle mani del sindaco, anche perché il candidato ritenuto più papabile, il presidente della Triennale Davide Rampello, hafatto sapere, almeno ufficialmente, di essere lontano dal pensare a quellincarico. «Non ho avuto nessun contatto con il sindaco Moratti-ha precisato Rampello - e poi sono molto legato alla Triennale». Sullo sfondo poi sembrano però comparire due persone di spicco della cultura milanese, entrambi ex assessori e cioé Stefano Zecchi e Philippe Daverio. La Moratti ha detto che cerca una figura con curriculum internazionale. «Condivido profondamente - ha detto lassessore al Tempo Libero Giovanni Terzi - la decisione del sindaco Letizia Moratti: la mancanza di rispetto mostrata da Sgarbi è quanto di peggio può capitare a una squadra che deve lavorare insieme».