Quasi 1.500 cittadini scendono in campo contro il contratto di quartiere di Monticelli che prevede costruzioni per decine e decine di migliaia di metri cubi. «Non è una riqualificazione, ma una espansione con effetti negativi», accusano i residenti. Domani (ore 17) la variante urbanistica torna all'esame del Consiglio comunale per l'approvazione definitiva. In discussioni ci sono le osservazioni presentate dai cittadini, dalle imprese coinvolte nei progetti e anche dal parroco don Luigi Nardi della parrocchia dei Santi Simone e Giuda. «Deve essere garantita la sicurezza dei pedoni in via dei Platani e sull'asse centrale -dice don Luigi- alla luce delle nuove costruzioni. L'amministrazione indichi come priorità la realizzazione del ponte sul Tronto per diminuire il traffico a Monticelli». Per il nuovo ponte sarà destinato il 2 dell'utile versato dai privati che edificheranno. In totale i costruttori verseranno all'Arengo il 6 a fronte di altri enti ed amministrazioni che arrivano a chiedere il 50 del guadagno. Ci sono poi le due maxi osservazioni corredate da 437 firme (la numero 24 presentata da Anna Rita Ancona) e da 1.056 adesioni raccolte dall'avvocato Walter Barboni (osservazione n. 25). Si chiede all'amministrazione di subordinare i progetti privati all'arrivo del finanziamento (da 5 milioni) ministeriale per le opere pubbliche. Tra le nuove costruzioni ci sono quelle davanti all'ospedale (negozi, case e uffici), vicino al rifornimento Api (albergo), l'ampliamento della casa di cura san Giuseppe e del ristorante Mosè. E' una sorta di sub piano regolatore per Monticelli da approvare una settimana prima della convocazione della seduta aperta del Consiglio comunale sul nuovo Prg. «Le nuove residenze, gli insediamenti commerciali e direzionali si ripercuoteranno negativamente sul tessuto economico, sociale e sulla mobilità del quartiere -accusano i 1.056 cittadini - Manca anche la progettazione urbanistica di dettaglio prevista per legge e uno studio sui trasporti del quartiere. Sarebbe anche opportuno per "equità sociale" e "interesse pubblico generale" subordinare la variante all'ottenimento dei finanziamenti pubblici. In caso contrario verrebbe meno il principio del "pubblico interesse"». Anche Anna Rita Ancona a nome di 437 cittadini sottolinea il nesso tra l'arrivo dei soldi pubblici e il via libera al cemento dei privato. In considerazione del contenuto dell'osservazione che implica una valutazione politica, i progettisti hanno deciso di rimettere alla valutazione del Consiglio comunale l'accoglimento o meno dei rilievi posti dall'avv. Barboni e dalla signora Ancona a nome di quasi 1.500 persone. Re.Pie.