«Sono pratiche urbanistiche non varianti, se ci si riferisce ai provvedimenti proposti nell'ultimo consiglio comunale». Questo commenta Di Ruscio, il quale non ci sta a far la parte di colui che con le proprie scelte sconvolgerebbe il paesaggio del Comune che governa. Risponde, perciò, al presidente della provincia Massimo Rossi che al termine del convegno "Le province e il paesaggio" ha giudicato anacronistico il caso fermano di apportare alcune varianti al Prg laddove queste potrebbero offendere il paesaggio. L'amministrazione comunale di Fermo va nella direzione di migliorare il paesaggio e l'interesse pubblico (scuole, strade, infrastrutture, ecc.)» dice Di Ruscio, il quale passando in rassegna i nove provvedimenti che ha proposto, evidenzia i benefici per la città. «Per quanto riguarda l'adozione del piano attuativo dell'area progetto 14, nel centro urbano (via Beni) in variante al Prg, si tratta - afferma il sindaco - di una previsione del prg vigente. Non comporta aumenti volumetrici, ma migliora la dislocazione dei volumi nell'area, permette la realizzazione di un parcheggio (260 posti auto) e di un ascensore a servizio dell'ospedale "Murri". L'altro atto è l'adozione definitiva della variante urbanistica per il centro servizi territoriali a S.Claudio. In base al Prusst, approvato dalla provincia e dai 40 Comuni del fermano prevede la realizzazione della sede del Cosif con finanziamenti dello Stato. Quindi un'infrastruttura pubblica. La variante per l'ammodernamento della Valdete è stata richiesta dalla provincia di Ascoli per allargare la stessa provinciale. Non è una variante l'adozione del piano attuativo dell'area progetto 47 del Prg a Capodarco. E' una previsione del piano regolatore vigente, non aumenta le volumetrie, ma è migliorativa e con spazi a verde pubblico non previsti. Vi è poi l'adozione definitiva della variante per realizzare l'impianto motoristico a San Marco. Si tratta di un impianto di valenza nazionale - spiega Di Ruscio- che può essere non condiviso da Rossi, ma condiviso dal 95 dei fermani, con previsione di 80 ettari di bosco. Non sono previsti aumenti volumetrici, ma di infrastrutture pubbliche (strade, parcheggi, scuole, centro sociale, palestra, ecc.) nell'adozione della variante urbanistica dell'area progetto n.39 a Lido di Fermo. Mentre in quella correlata al risanamento ambientale a Capodarco in cambio di 6.000 mc residenziale in area già urbanizzata viene eliminato il traliccio e rispettate le linee di alta tensione su una zona residenziale già edificata facendo scomparire l'inquinamento elettromagnetico. Dell'adozione della variante a Campiglione si è largamente parlato. Se la decima pratica è quella relativa alla variante urbanistica per la zona B (già prevista sul Prg e stralciata dalla provincia) c'è poco da commentare. Non mi sono mai occupato dell'urbanistica di Grottammare - conclude, polemico, il sindaco di Fermo- ma quando passo in autostrada ho la sensazione che se buttiamo una monetina sopra la città, difficilmente potrebbe toccare terra».