Gentili (Legambiente) «Richieste da tutta Italia per visitare la zona» SCANSANO. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato che martedì stabilirà se l'iter dell'operazione «Poggi Alti» è stato conforme alle disposizioni urbanistiche vigenti, ieri a Scansano l'impianto eolico più grande e più celebre della Toscana, il parco-pilota che ha diviso il mondo ambientalista e gli intellettuali, ha festeggiato il primo compleanno. Che attrattiva! E per l'occasione sulle colline dell'Albegna sono saliti in centinaia, turisti, ma anche amministratori come l'assessore regionale all'energia Anna Rita Bramerini. Con loro i vertici di Legambiente e il sindaco Marzio Flavio Morini. «Un via-vai che qui, da quando girano quelle 10 pale - spiegano in piazza, a Scansano - non è una novità». Altro che smontarle. Il parco eolico di Poggi Alti, più vicino a Murci che al capoluogo, attira studenti e non solo, e ha avviato un circolo virtuoso di visite che solo un anno fa era inimmaginabile. «Sì, è vero. Qui i risultati stanno arrivando - ha ripetuto anche ieri Angelo Gentili (Legambiente) - sia in termini di produzione di energia elettrica dal vento sia per le tante richieste che giungono da tutta Italia, anche a noi, come Legambiente, di studenti, insegnanti, persone che vogliono venire a visitare il parco eolico. Un po' la stessa cosa che sta succedendo a Sticciano, al Cicalino 1, altro parco delle rinnovabili dove, per il momento, spiccano gli inseguitori solari». Un turismo da ripensare. Il sindaco di Scansano Marzio Flavio Morini è sulla stessa lunghezza d'onda. «Ormai - dice - abbiamo scolaresche che vengono a vedere il parco per 4-5 giorni la settimana; sinceramente facciamo fatica ad organizzare le visite: ne avevamo previste, con Legambiente e con Endesa, una o due a settimana, invece si è messo in moto un meccanismo incredibile, che dovrà essere presto esaminato cercando, perché no, di essere più concreti. Mi riferisco a pacchetti che prevedano altre mete sul territorio, ad accordi con gli operatori economici, ad una ricettività a hoc». La spada di Damocle. Il sindaco, in una giornata di festa, non vuole neppure sentir parlare di una bocciatura da parte del Consiglio di Stato: «Sarebbe assurdo che in un Paese che sta cercando di mettersi in pari con l'Europa per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ci trovassimo a dover smontare parchi già realizzati». «E comunque - aggiunge la Bramerini - se anche il Consiglio di Stato obbligasse a demolire l'impianto, sia chiaro che la Regione andrà avanti senza tentennamenti nella sua politica pro-rinnovabili». Non solo. «Candideremo la Maremma, la provincia di Grosseto, a diventare il distretto toscano e nazionale per le energie alternative». I numeri e il paesaggio. Le dieci pale di Poggi Alti, lo ricordiamo, rendono energia pulita per il fabbisogno di circa 19 mila famiglie (55 mila persone). Ogni anno queste turbine producono 40 gigawattora di elettricità per un valore di circa 5,5 milioni di euro. L'impianto è stato costruito e viene gestito dalla società Endesa. I visitatori ascoltano. I numeri, però, vengono quasi subito dimenticati, lasciando il posto alle considerazioni di carattere visivo. Vedere per credere. «Indubbiamente - spiegano gli insegnanti ai ragazzi - un impianto come questo modifica il paesaggio in cui si inserisce, ma solo visitando il parco, vedete, si può capire l'integrazione che c'è tra le pale e l'ambiente, un contrasto che non stride tra la pala moderna e la sky-line caratteristica delle colline maremmane». Le scolaresche, a visita conclusa, hanno la possibilità di cimentarsi nel piccolo laboratorio allestito da Legambiente, ragionando su come si possono costruire giocattoli ad energia solare o piccoli anemometri. Parlano i ragazzi. Un ragazzino dice che assomigliano a squali. E in effetti hanno una pinna curvata che s'insinua nel vento come un rasoio, un corpo affusolato. Tonnellate di leggerezza. Altri, a ragione, parlano di mulini a vento, turbine. A qualcuno evocano conchiglie. Che coincidenza. Gli inglesi chiamano shell (conchiglie) i gusci che ricoprono il longherone. Stiamo parlando di lunghi stampi concavi che s'incastrano, si congiungono, fino a chiudersi, come una conchiglia, appunto. Sono le suggestioni che offrono queste pale. La guida dell'Endesa racconta che entro il 2010 le direttive europee impongono di elevare al 25 per cento la produzione di energia da fonti rinnovabili e in pole position, per tecnologia e capacità produttive, c'è appunto l'energia del vento. Immaginare di chiudere Poggi Alti oggi più che mai sembra una bestemmia.