Sugli spazi dell'Arsenale accordo-lampo con Parisi A Venezia dicono che l'accordo è stato fatto strategicamente, siglandolo prima dell'insediamento del governo di Silvio Berlusconi. Fatto sta che l'intesa tra il ministero della Difesa, l'Agenzia del demanio e il comune di Venezia è avvenuta con Arturo Parisi ancora in carica, senza aspettare Ignazio La Russa: e così la Biennale lagunare, presieduta da Paolo Baratta, potrà utilizzare altri spazi dell'Arsenale per le sue iniziative culturali e artistiche. Si sa che l'arte contemporanea proposta in laguna non è mai piaciuta a Vittorio Sgarbi: quindi, paventando l'arrivo del critico d'arte nel ruolo di sottosegretario del ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, al protocollo d'intesa è stata assicurata la massima velocità. La zona oggetto delle attenzioni dell'accordo è quella definita Sud, dove si trovano l'area cosiddetta ex sommergibilisti, e le sale d'armi. Nella Est sono già iniziati da tempo gli interventi di recupero, ma mancava un ulteriore tassello per completare l'operazione. Che non poteva attendere il nuovo esecutivo berlusconiano, per la gioia del primo cittadino veneziano Massimo Cacciari.