Il Cav vuole sforbiciare le liste dei troppi vice e sottosegretari. La politica la farà lui coi ministri. Fosse per lui non ci sarebbero viceministri e i sottosegretari non supererebbero il numero trenta. Ma forse neanche lui può tutto, ed ecco una delle ragioni per le quali il Cav, si duole che a Palazzo Chigi la sua autorità debba scontrarsi coni limiti della mediazione obbligata, del bilanciare e controbilanciare l'altrui potere. La giornata di ieri è scivolata via così, per Berlusconi, è scivolata fra incontri privati segnati dall'obbligo dolente di deludere l'amata Michela Vittoria Brambilla (niente deleghe sulla Salute, avrebbe vinto la lobby di Ferruccio Fazio), fra vertici con i subalterni e telefonate con gli alleati. Il paesaggio di governo non è completo, bisogna aspettare un paio di giorni durante i quali molto può ancora accadere. MVB finirà forse al Turismo, nell'orbita del dicastero delle Attività produttive (Claudio Scajola). E' un posto di buon conio che peraltro evidenzia la fungibilità universale di Brambilla e premia il lavoro dei suoi Circoli. Ma certo la decisione contraddice quell'annuncio sfuggito al Cav. subito dopo il giuramento al Quirinale, quando il neopremier aveva decretato davanti ai giornalisti che MVB sarebbe andata li dove invece sarà lo stiniatissimo tecnico proveniente dall'ospedale San Raffaele. Attenzione a sottovalutare però il motivo principale per il quale la situazione è ancora in fase di stallo. Questa volta Berlusconi non vuole soltanto contenere le avance degli autocandidati. Malgrado Umberto Bossi, mentre attaccava l'invadenza dei libici nelle politiche sull'immigrazione, abbia rivendicato la funzione dei viceministri dicendo che "senza Roberto Castelli alle Infrastrutture chi le farebbe le strade del nord?", questa volta Berlusconi ha notato il generale clima di simpatia con il quale il governo è stato accolto e non vuole gualcirlo con una pletora di nomine. Oltretutto, ed ecco il punto, il Cav. ha stabilito che l'azione dell'esecutivo dovrà essere quasi interamente nelle sue mani e in quelle leali dei suoi ministri. Seconde e terze file saranno impiegate nella gestione dei rapporti con il Parlamento. Questo il disegno, molte le resistenze, inevitabile un supplemento di discussione. Ma è chiaro che la discontinuità con il passato passa anche per una scelta di sveltezza e di coraggio come quella che ha in mente Berlusconi. Adolfo Urso di An restaaccreditato per il Commercio con l'estero, per le Comunicazioni c'è Paolo Romani di Forza Italia. L'appuntamento per le ultime decisioni è il Consiglio dei ministri convocato lunedì alle 11 della mattina (il giuramento sarà alle 19). Elogi a Bondi. Dopo l'esordio come critico letterario fogliante, il ministro dei Beni culturali si conferma una delle scelte più promettenti del nuovo esecutivo (dove dei resto avrebbe fatto altrettanto bene il garibaldino Paolo Bonaiuti). Bandi ha rilasciato un'intervista soave e tosta al Corriere della Sera, ha detto che s'ispirerà ai predecessori Giovanni Spadolini e Alberto Ronchey, ha aggiunto che vuole coinvolgere le migliori intelligenze architettoniche e cinematografiche della sinistra non tetragona, ha attaccato la bruttezza e la disarmonia che sfregiano i monumenti antichi. E' il segno che il centrodestra si accinge a dedicare più attenzione (e denaro) a un luogo strategico per la gestione dell'anima e dell'immagine italiana. Notevole il passaggio che Bandi ha dedicato ieri al ministro uscente Francesco Rutelli: "Lo ringrazio per il lavoro svolto in questi due anni: se si guardano le cose in un'ottica più obiettiva, si vede che ognuno di noi ha cercato di dare il proprio contributo all'interesse di questo paese e spero anche io di poter dare il mio",
Castello. Il Cav vuole sforbiciare le liste dei troppi vice e sottosegretari.
Il Cav ha deciso di ridurre il numero dei vice e sottosegretari, limitandoli a tre. Ha anche deciso di concentrare l'autorità esecutiva nelle sue mani e in quelle dei suoi ministri, con il resto delle decisioni da prendere dal Consiglio dei ministri. Il ministro dei Beni culturali, Bandi, ha espresso la sua volontà di coinvolgere le migliori intelligenze architettoniche e cinematografiche della sinistra per la gestione dell'anima e dell'immagine italiana. Il governo ha anche deciso di assegnare il ruolo di ministro del Turismo a Michela Vittoria Brambilla, nonostante il Cav avesse promesso di non nominarla.
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