Un futuro da superconsulente con Alemanno. Un posto al ministero dei Beni Culturali o un ruolo nel nuovo esecutivo di Gianni Alemanno a Roma? Dopo il ben servito ricevuto da Letizia Moratti, sono queste le due opportunità su cui Vittorio Sgarbi sta giocando il suo futuro politico. Lo conferma luistesso al Riformista: «Sono tranquillo. Ho parlato con Berlusconi che mi hapromesso che si sarebbe interessato. Parlerò presto pure con Alemanno. Sono uno che ha voglia di fare. Aspetto». Entrambi i ruoli però sono ancora al vaglio degli interlocutori. Sandro Bondi, neo ministro ai Beni Culturali ha ammesso che «l'intelligenza di Sgarbi va coinvolta», ma è evidente che i due personaggi hanno poco a che spartire e la convivenza alla lunga potrebbe risultare difficile. Pure a Roma sorgono problemi. La possibilità più gettonata, per adesso, è quella di un ruolo da superconsulente per il comune capitolino. La caselladell'assessorato alla Cultura infatti è già stata occupata da Umberto Croppì che in campagna elettorale ha curato la comunicazione del neosindaco di Roma. Non solo. Per Sgarbi, un incarico esterno alla giunta, ma comunque all'interno del comune, darebbe lustro alle politiche culturali di Alemanno ed eviterebbe guai simili a quelli in cui è incappata in questi due anni "suor Letizia". All'ormai ex assessore del Comune di Milano, quindi non resta che togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «La scelta fatta dalla Moratti è un segnale di limitatezza culturale inquietante. Pagherà questo grave errore politicamente». Già dalle prossime elezioni comunali meneghine. «A Milano non mi rivedranno per molto tempo - minaccia - Non prima delle prossime elezioni da sindaco Perché è certo che Letizia Moratti non potrà più essere rieletta. Non le darò mai più il mio appoggio politico come è accaduto nel 2006».