Davanti a monumenti e stabili storici, dal Maschio Angioino al palazzo delle Poste di piazza Matteotti, oppure attorno ai giardini e nelle zone più panoramiche: sono centinaia i tabelloni pubblicitari da sei metri per tre, i totem e le paline fatte installare dal Comune. Ma per la Soprintendenza ai beni architettonici sono strutture da considerare abusive. La lunga diatriba oggi culmina in un incontro tra l'assessore all'Arredo urbano Elisabetta Gambardella e gli uomini della Soprintendenza: saranno esaminati in particolare i casi di Chiaia, Posillipo e San Ferdinando. Oliviero Toscani: è una forma di arte, non vanno tolti. AFFISSIONI LA SVOLTA Il piano non decolla, una mappa degli impianti Davanti a monumenti e stabili storici, dal Maschio Angioino al palazzo delle Poste di piazza Matteotti. Attorno ai giardini, come in piazza Vittoria oppure a intercettare le visuali più panoramiche, dal lungomare a via Orazio e su fino alla collina dei Camaldoli. Centinaia di tabelloni pubblicitari da sei metri per tre, di totem o paline che per il Comune sono autorizzati. Ma che per la Soprintendenza per i beni architettonici sono da considerare senza mezzi termini abusivi: non perché manchi l'ok della polizia amministrativa del Comune, ma perché non rispettano i vincoli paesaggistici. La lunga diatriba sta per finire: oggi l'incontro tra l'assessore all'arredo urbano Elisabetta Gambardella e la Soprintendenza sulle installazioni di Chiaia, Posillipo e San Ferdinando dovrebbe inaugurare la stagione delle rimozioni. La Gambardella renderà ufficiale il suo «censimento» dei tabelloni che andranno spostati. Ma non sarà facile trovare la quadratura del cerchio. L'intesa tra Comune e Soprintendenza sembrava raggiunta già da sei mesi, con l'accordo sulla ricognizione degli impianti. Poi qualche scintilla fino alla nota di otto giorni fa, firmata da Stefano Gizzi, subentrato a Enrico Guglielmo. «La Soprintendenza - si leggeva tra l'altro - ha fornito numerosi inviti e ordinanze a rimuovere i manufatti abusivi installati su iniziativa del Comune». A gennaio anche Guglielmo era stato esplicito: «C'è la necessità - aveva scritto - di porre un freno all'indiscriminato proliferare degli impianti». Già allora erano state indicate 15 strutture da rimuovere subito. «La loro permanenza - aveva tuonato Guglielmo - va a solo vantaggio delle ditte installatrici e a svantaggio della cittadinanza». La Soprintendenza aveva chiesto anche le planimetrie con l'indicazione completa degli impianti. La prima municipalità ha individuato 45 impianti pubblicitari da spostare, più 25 per cui è stato chiesto il parere della Soprintendenza. Nel piano del Comune, ad esempio, via Manzoni e via Orazio sono considerati «assi pubblicitari»: vuol dire che sono senza limiti al numero di postazioni, secondo la municipalità. Ma per la Soprintendenza i cartelloni nella zona di Posillipo «sono vietati dal piano territoriale, della cui applicazione il Comune è delegato». In caso di rimozione, bisognerà trovare un accordo bonario - pena lunghi contenziosi - con le ditte che erano state autorizzate a sistemare i tabelloni in postazioni già individuate dal piano. Chi ha accettato di rimuovere gli impianti, vuole ovviamente che anche le altre pubblicità vengano spostate: la richiesta riguarda pure le maxipensiline Anm. Oggi si saprà anche dove finiranno i tabelloni spostati. «Nonostante le richieste non è stato rimosso nulla - dice l'architetto della Soprintendenza Ugo Carughi - Ma apprezziamo la volontà del Comune di cercare un confronto. La vicenda è complessa e coinvolge molti soggetti. Aspettiamo che ci venga sottoposto l'elenco di ciò che è stato impiantato: non è detto che tutto sia stato fatto male. Puntiamo però a dare indicazioni precise alla città su quali impianti vadano rimossi».
NAPOLI - Nel mirino ci sono totem e tabelloni pubblicitari
Il Comune di Napoli ha installato centinaia di tabelloni pubblicitari, totem e paline in aree storiche e panoramiche della città. La Soprintendenza per i beni architettonici considera queste strutture abusive e richiede la loro rimozione. L'assessore all'arredo urbano Elisabetta Gambardella ha promesso di spostare i tabelloni, ma la Soprintendenza ha espresso preoccupazioni sulla mancanza di accordo con le ditte installatrici. La vicenda coinvolge molti soggetti e la Soprintendenza richiede un elenco dettagliato degli impianti installati. La Soprintendenza ha già identificato 15 strutture da rimuovere e ha chiesto il parere della municipalità per altri 25.
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