Tabelloni, rimozione sul lungomare Il lungomare sarà ripulito, niente più insegne pubblicitarie. Entro fine mese tutti i tabelloni saranno rimossi. Anche via Chiaia verrà liberata. E poi piazza Vittoria e piazza Amendola, davanti al liceo Umberto. A sei mesi dal varo del piano ecco i primi risultati nella lotta allaffissione selvaggia. Ieri la firma dellaccordo tra lassessorato al Decoro urbano, la prima Municipalità e le ditte installatrici. Si parte da via Caracciolo. Ma se da un lato Chiaia respira, dallaltro su Posillipo si accende la polemica. È ormai scontro aperto tra Comune e Soprintendenza: «I vincoli paesaggistici sulla collina non sono rispettati, lì non ci dovrebbe essere nessuna struttura», laccusa da Palazzo Reale. Per la polizia amministrativa invece quelle pubblicità sono regolari. Rispettano il piano degli impianti adottato nel 1999 e i criteri daffissione possono essere modificati solo con un nuovo atto del Consiglio comunale. «Perciò non vogliamo neanche sentire parlare di impianti abusivi», dicono a Palazzo San Giacomo, «non è giusto definirli così». Un braccio di ferro che va avanti a colpi di lettere e di richieste di rimozioni. «È evidente che vengono ignorate norme precise. Dopo Chiaia aspettiamo segnali concreti anche su Posillipo», dicono alla Soprintendenza. Nella querelle si inserisce anche la Municipalità: «Via Orazio, via Petrarca e via Manzoni non devono più essere considerati "assi pubblicitari"». Allincontro hanno partecipato i rappresentanti di sette ditte installatrici: Jolly, Saci, De Rosa, Elpis, Sipa, Cbs, 2000 Pubblicità. Ecco le rimozioni previste per fine mese (il tempo di mettere a punto gli atti amministrativi che sanciscono le nuove misure): spariranno i 7 tabelloni che nascondono il panorama in via Caracciolo, gli 8 impianti di via Chiaia, gli 8 cartelloni dellaiuola esterna di piazza Vittoria. Nella stessa piazza i totem dellaiuola interna saranno ridotti da 11 a 4. Altri 20 cartelloni in diverse strade del quartiere verranno eliminati, mentre 60 impianti saranno spostati in modo da non deturpare palazzi storici o coprire segnali stradali. E le strutture previste e non ancora montate? «Invece di 90 saranno appena 26», dicono Fabio Chiosi e Alberto Boccalatte, presidente e assessore della prima Municipalità. «Vigileremo, non vorremmo che il rimpasto in giunta facesse cadere nel dimenticatoio il lavoro svolto finora». Il progetto era stato avviato a novembre dallassessore Elisabetta Gambardella, la firma dellaccordo arriva nel giorno della sua uscita di scena. Il prossimo capitolo dellopera: rimozioni al Vomero e al centro storico, dove si stanno ultimando i sopralluoghi,