L'Italia possiede la metà del patrimonio artistico ed architettonico di tutto il mondo. Ora tocca al neoministro Sandro Bondi tutelarlo e promuoverlo con l'obiettivo di riuscire a valorizzarlo nella sua interezza, portando all'attenzione del palcoscenico mondiale siti e risorse magari meno note, ma non per questo meno preziose. E spetterà all'ex coordinatore di Forza Italia abbattere definitivamente il preconcetto che la cultura sia solo di sinistra. Tra le proposte già avanzate in campagna elettorale dal Popolo della libertà una legge quadro per regolamentare lo spettacolo dal vivo e soprattutto per promuovere la creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo, dell'arte e della multimedialità. Bondi ha ribadito più volte nelle scorse settimane che questa legge è attesa dalle categorie da ben sessant'anni. Per il neoministro soltanto attraverso il recupero del patrimonio culturale, artistico e turistico si potrà rilanciare dal punto di vista etico e civile il Paese. Nel programma era già stata indicata la volontà di creare delle vere e proprie «cittadelle» della cultura e della ricerca con il concorso del pubblico e dei privati per lo studio delle eccellenze italiane. Un'altra questione che vedrà impegnato il nuovo ministro insieme alla titolare dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sarà quella della tutela e della valorizzazione del paesaggio. Nonostante i suoi intensi impegni istituzionali, Bondi in questi anni ha coltivato una grande passione per la letteratura e in particolare per la poesia. I suoi testi sono stati pubblicati su quotidiani e riviste. Con il ministero dei Beni Culturali il fedele collaboratore di Berlusconi potrà unire i due interessi, politica e passione artistica.