PERUGIA - Anche le Soprintendenze umbre sono a rischio di smembramento. I recenti cambiamenti che hanno visto la soprintendenza mista raddoppiare e i sovrintendenti prendere servizio in questi giorni, potrebbero essere tutti rimessi in discussione. Sembrerebbe proprio che l'onda lunga delle polemiche sulle nomine ai Beni culturali arrivi a lambire anche l'Umbria. Al Centro-Nord i sindacati di categoria contano 39 nuove nomine a rischio bocciatura, a cominciare dai direttori delle quattro direzioni regionali per i Beni culturali e paesaggistici, cui è stato conferito l'incarico, con decorrenza dal primo gennaio, dopo l'entrata in vigore della nuova organizzazione ministeriale. Il timore di gravi ripercussioni sul funzionamento delle strutture centrali e periferiche del ministero dei Beni e attività culturali, quali soprintendenze, archivi, biblioteche e istituti speciali, deriverebbe dalla non ancora avvenuta registrazione dei provvedimenti di nomina da parte della Corte dei conti. Un possibile vuoto che se non verrà colmato a cascata, secondo le organizzazioni sindacali, travolgerebbe le nomine di sovrintendenti, archivisti e bibliotecari firmate entro la fine di marzo dai direttori regionali, perché in mancanza della registrazione del loro contratto non le avrebbero potute firmare. In tutta l'Umbria le assegnazioni in ballo sarebbero 5, nelle Marche 4, in Toscana addirittura 17 e in Emilia Romagna 13. "Le nomine relative ai dirigenti di seconda fascia si rendono necessarie a seguito dell'entrata in vigore del nuovo regolametno del Mibac il primo gennaio 2008 - precisa una nota a firma di Giuseppe Proietti, segretario generale del Ministero - e rientrano nelle competenze dei direttori generali e regionali, sono un atto dovuto e costituiscono un adempimento indispensabile per evitare il blocco di ogni attività di gestione e di tutela". I sindacati indicano rilievi di illegittimità della magistratura contabile, che da parte sua non ha ancora prodotto atti formali. In sostanza le nomine sarebbero viziate da problemi di legittimità per la procedura seguita. Dal Ministero il capo di gabinetto Guido Improta spiega che "la magistratura contabile non solo non ha formulato alcuna bocciatura dei provvedimenti, ma neppure osservazioni o rilievi". In sostanza, per quanto riguarda la nostra regione a vivere questo momento di incertezza sarebbero soprattutto coloro che hanno preso il posto del soprintendente ai "Bappsae" Maurizio Galletti. La sua soprintendenza è infatti stata smembrata in due e al "Bap" è stato assegnato Guglielo Malchiodi, mentre all'altra, vale a dire al "Bae" è stato nominato Aldo Cicinelli. La soprintendente ai Beni Archeologici resta a Maria Rosaria Salvatore, e sopra a tutti c'è il direttore generale Francesco Coppola. I loro nuovi contratti però non hanno ancora superato l'esame della Corte dei conti.