La Soprintendenza: nessuno ok, fornita documentazione generica Bloccato il cantiere per la stazione della metropolitana di Santa Maria degli Angeli. Lo stop arriva in serata dopo la decisione del sovrintendente ai beni architettonici e paesaggio, l'architetto Stefano Gizzi, di chiedere una sospensiva dei lavori perché al progetto inviato agli uffici di Palazzo Reale mancano alcuni incartamenti. «Un progetto incompleto - spiega l'architetto Paola Bovier della Sovrintendenza - abbiamo chiesto la sospensiva che, automaticamente, porta a un blocco del cantiere. Abbiamo, in passato, chiesto un integrazione che non ci è giunta. L'accordo per la realizzazione della stazione non è in discussione, la sistemazione esterna è ancora da valutare come pure la cantierizzazione. Ci era stato comunicato che alcune piante sarebbero state trasferite momentaneamente in un vivaio, in attesa di essere ripiantate. Sui pini tagliati c'è stata una generica comunicazione che riferiva di piante malate». Comunicazione che, però, non è passata per gli uffici comunali competenti. Resta, comunque, il fatto che i pini di piazza Santa Maria degli Angeli avevano, in passato, dato più di un problema perché si erano inclinati e destavano preoccupazione per la ramificazione delle radici. Nessuna conferma su! fatto che fossero o meno malati. L'impressione è che il portone sia stato chiuso una volta che il danno è stato compiuto. A fronte di un cantiere bloccato ci sono degli alberi già tagliati per cui è difficile prevedere una sostituzione. Soluzione prospettata, forse in maniera provocatoria, da chi ha da subito denunciato quanto stava accadendo. ItaliaNostra, attraverso il presidente Guido Donatone, aveva inviato in mattinata un telegramma al sindaco Iervolino. «Chiediamo - è scritto - immediata sospensione dei lavori in corso di realizzazione per la stazione della metropolitana (Linea 6) in piazza Santa Maria degli Angeli, in pieno centro storico di Napoli, zona tutelata dal piano regolatore vigente. Il progetto della piazza non ha l'approvazione della Sovrintendenza ai beni architettonici. Chiediamo al sindaco Iervolino un'inchiesta interna per l'accertamento delle responsabilità e per i danni causati, nonché la ripiantatura immediata degli alberi di pino della stessa altezza dì quelli barbaramente abbattuti». Una battaglia che Italia Nostra allarga anche al progetto della metropolitana, contestato dall'ex sovrintendente Mario De Cunzo nel corso dell'assemblea delle associazioni del centro a palazzo Pignatelli che si sono rivolte all'Unesco. Anche il caso Santa Maria degli Angeli nel dossier inviato all'agenzia delle Nazioni Unite, anche le proteste dei residenti sul tavolo di chi da giorni si trova coinvolto nella vicenda. Ansaldo ha più volte ribadito di avere le carte in regola, la Municipalità e il Comune hanno manifestato perplessità ma senza produrre interventi. Del resto lo stesso Comune, con la delibera 1272 dell'aprile 2004 aveva già recepito il progetto, approvandolo in giunta. L'intervista: «Danno ombra e ci proteggono tagliarli è un danno alla salute» «Pensare che gli alberi cittadini abbiamo sola funzione estetica è sbagliato. Tagliarli provoca danni concreti alla vivibilità e alla salute delle zone che non li hanno più». Maurizio Fraissinet, esperto di ambiente e già presidente di parchi naturali, boccia su tutta !a linea l'idea di privare la città di alberi. Che vantaggi danno? «Le piante assorbono anidride carbonica e danno ossigeno all'ambiente. Un punto importante considerando anche l'alto livello di inquinamento della nostra città. Eppoi le piante con un fitto fogliame hanno una funzione di filtro, gli alberi in un certo senso si sacrificano per noi assorbendo le particelle inquinanti presenti nell'atmosfera». Sono state tagliate delle piante "martiri"? «Non solo. Molti dimenticano un vantaggio evidente che le piante danno: l'ombra. Al parte la frescura nei mesi estivi per i passanti viene evitato un eccessivo riscaldamento del terreno, dell'asfalto. Un effetto che limita l'inquinamento termico». Eppoi sono belli da vedere. «Un dato evidente, ma, come spiegato, la funzione di arredamento urbano non è l'unica». Chi ha tagliato gli alberi ha parlato di piante malate. «Una motivazione che viene sempre addotta in questi casi. In primo luogo vorrei sapere se la valutazione è stata fatta da un agronomo o da un addetto al cantiere. In secondo luogo è chiaro che una pianta come il pino è difficile da gestire in una piazza come Santa Maria degli Angeli». Meglio altri tipi di albero? «Nella tradizione della città ci sono i platani. Ai tempi dei Borbone erano gli alberi più diffusi in città. Io stesso ho suggerito all'assessore Nasti di usarli diffusamente. Crescono rapidamente e hanno maggiore resistenza rispetto ai sempreverdi. Piantati adesso potranno essere adulti in vent'annì». Via i pini e spazio ai platani più abituati a vivere in città? «Ma anche ai lecci o ai carrubi. A tutte quelle piante che sono tipiche dei nostri climi e hanno maggiore resistenza agli ambienti urbani».