Storico accordo tra Difesa, Demanio e Comune per valorizzale la parte sud, ora affidata alla Marina Con l'accordo siglato tra Ministero della Difesa, Agenzia del Demanio e Comune il progetto per il recupero complessivo dell'Arsenale non avrà più ostacoli. 0 meglio, non dovrebbe più averne, dal momento che per rendere esecutivo l'intendimento raggiunto martedì sarà necessario un atto del governo. L'aspetto fondamentale del documento firmato dal capo di Stato maggiore della Marina Paolo La Rosa, dal direttore generale dell'Agenzia del Demanio Elisabetta Spitz e il sindaco Massimo Cacciali è che esso riguarda per la prima volta anche la "valorizzazione" della parte Sud del complesso, che finora la Marina militare si era tenuta ben stretto e sul quale aveva chiesto precise garanzie sia sulla sua permanenza che sullo sviluppo del Museo del mare che dell'Istituto di studi militari marittimi che ormai da una decina d'anni forma gli ufficiali superiori e quindi l'elite della Marina. Il nodo da sciogliere era rappresentato dal passaggio dal Demanio militare al Demanio civile di parte del complesso monumentale attualmente affidato alla Difesa. Lo prevedeva la Finanziaria per il 2007, ma poi tutto si era bloccato per carenza di dialogo fra i protagonisti. Così, finora la progettazione dell'Arsenale aveva riguardato solo i quattro decimi dell'area, soprattutto la parte Nord già interessata da attività produttive e utilizzi di carattere culturale. «Si tratta di un passo avanti decisivo per il futuro dell'intera città - hanno commentato insieme i tre firmatari dell'accordo - così non soltanto trova definitiva sistemazione l'attività della Biennale, non solo si potenzia la presenza storica della Marina, ma si avvia la progettazione per il recupero di altri luoghi monumentali come le "sale d'armi" e per una nuova destinazione dell'area "ex sommergibilisti, n disegno da anni perseguito per fare dell'intero complesso dell'Arsenale il fulcro di una "nuova Venezia" della cultura, della ricerca e dell'innovazione coerente alla sua memoria e alle sue presenze storielle può dirsi finalmente giunto a conclusione». Parole di apprezzamento sono state espresse dal presidente della Biennale,Paolo Baratta, che è tra i primi interessati dall'iniziativa, poiché una parte consistente dell'Arsenale è occupata periodicamente da varie manifestazioni della Biennale, dalle arti figurative, all'architettura, alla danza, musica e teatro. Non è un mistero che il presidente di Arsenale Spa (la società mista Comune-Agenzia del Demanio), Roberto D'Agostino, abbia caldeggiato un polo culturale destinato anche alla produzione artistica e ad una mostra-mercato del contemporaneo. «È un positivo esempio di collaborazione tra istituzioni - ha commentato Baratta - e utile premessa per un futuro di nuovi sviluppi anche per la Biennale, in un luogo cui essa è da tempo profondamente legata e in un quadro di nuove certezze giuridiche». Una ventina di giorni fa, la Salvaguardia ha dato il via libera alla trasformazione della Tesa 113 in un grande locale dedicato ai servizi, e in particolare alla ristorazione di circa un migliaio di persone che lavorano nell'area, ma sono pronti pure i progetti per la trasformazione della Tesa 105, quella a fianco a Thetis, che diventerà la nuova porta d'ingresso di quest'area; nonché quello per il recupero della Torre di Porta Nuova, destinata invece ad ospitare un centro studi. Con la manifestazione "Mare Maggio" in programma domenica 11 e lunedì 12, saranno inaugurate le Tese di San Cristoforo.