Dopo il via libera della Regione sul progetto di ampliamento del museo Man su piazza Satta a Nuoro, si aspetta il pronunciamento del Consiglio comunale. Mentre i detrattori proseguono con le iniziative per bocciare la proposta, il capofila dei sostenitori, il presidente del Man, Tonino Rocca, lancia ancora una volta l'allarme sui tempi: il completamento dei lavori dovrà avvenire entro il 30 novembre. In caso contrario l'Unione europea che ha finanziato l'opera con oltre un milione e mezzo di euro, richiederà indietro l'intera somma alla Provincia. «Il progetto è fondamentale non solo per il museo e per la città - spiega Rocca - ma per tutto il territorio e per la rete dei musei di arte contemporanea italiani. Rappresenta il compimento di una tappa decisiva del processo di riordino e ampliamento complessivo del Man». Intanto, prosegue il dibattito. Questa volta a rappresentare il fronte del no, sono Giulio Chironi della Fondazione Nivola (l'istituzione da cui è partita la polemica) e lo scultore Giovanni Canu. «Ero propenso a non aprire bocca su questa sconcertante vicenda, consapevole della mia mancanza assoluta di titoli e basi in materia - scrive Chironi - fino a quando non mi è stato ricordato che non posso tirarmi fuori: ero io a capo dell'amministrazione comunale di Orani che promosse la Fondazione e sono uno dei suoi tanti padri. Visto che sul tema stanno intervenendo tutti, dai medici agli imprenditori ai narratori di favole, mi sono detto che per sproloquiare sull'arte, essere digiuni di arte è forse un vantaggio e posso farlo anch'io. Ora che l'unica madre del museo e della Fondazione è morta e non può difendere la memoria e lo spirito di ziu Titinu (Costantino Nivola ndr), maggiormente amareggia l'attacco alla sua memoria e al suo spirito contenuto non tanto nella variante del progetto del Man, quanto nelle argomentazioni che vengono agitate a suo sostegno. Che un ente presenti il progetto della sua sede e lo caldeggi non ha nulla di strano, ma che sostenga che lo stravolgimento di piazza Satta sia l'unico, o il miglior modo di salvarla e valorizzarla e che il suo autore, se fosse vivo, ne sarebbe grato ai progettisti e agli illuminati amministratori del Man, è qualcosa che va al di là del fatto amministrativo e del giudizio artistico: sa di oltraggio e profanazione. (...) Penso che il Man possa anche decidere di aprire serrande sulla piazza Satta sostenendo di valorizzarla e salvaguardarla e che i rappresentanti della Confindustria locale, noti per la loro capacità di promozione industriale nella nostra Provincia, dichiarino che i difensori della memoria e dello spirito di Nivola si oppongono allo sviluppo, nessuno può chiamare a difesa della variante lo stesso artista, essendo noto a tutti che ziu Titinu ha concepito la piazza non incorniciata da quelle case ma con quelle case come componente essenziale e in particolare quella casa, dove Bustianu Satta è nato e da dove ziu Titinu lo vedeva muoversi per vivere la sua città e il suo mondo (...) Dire che ziu Titinu sarebbe d'accordo col progetto del Man è davvero una sciocchezza monumentale ». Sulla stessa linea, Canu sostiene di aver visto la proiezione del videoplastico sull'ampliamento del museo. «A mio parere rappresenta un intervento di stravolgimento della piazza monumentale predisposta da Nivola. Oltretutto l'opera in questione appare insignificante a risolvere le esigenze del museo. L'intervento ideato dal Man entra perentoriamente e con violenza a modificare l'estetica plastica realizzata da Nivola ritenuta dagli storici dell'arte una piazza monumentale originale e significativa tra le più importanti in Italia. (...) L'obiettivo di Nivola - prosegue lo scultore - era di coinvolgere l'intero spazio in senso globale per cui trovo inadeguato l'intervento in atto del Man, che più che un ampliamento museale, sembra la realizzazione di un garage di periferia. Ma se la proposta dovesse riuscire significherebbe ancora una volta per Nuoro quello sfacelo annunciato dal Satta nel Giorno del Giudizio.