Dobbiamo tirare fuori le opere dai depositi della Pinacoteca, e per il bicentenario un programma speciale Sogna di realizzare la Grande Brera, incubo di tanti suoi predecessori. E intanto marca stretto il neo ministro Bondi perché scucia i denari necessari alla celebrazione del bicentenario (1809-2009) della Pinacoteca. Parla - ed è la sua prima intervista - Sandrina Bandera, nuova soprintendente al Patrimonio storico e artistico di Milano. Cremonese di nascita, vive a Morimondo, accanto allabbazia cistercense. Nipote darte (la zia materna è Mina Gregori, una delle più famose storiche dellarte italiane), laureata a Firenze (con Roberto Salvini), governerà, con 160 dipendenti, un territorio molto vasto: oltre a Milano anche Bergamo, Como, Pavia, Sondrio, Lecco, Lodi e Varese. La sua nomina dovrebbe assicurare finalmente continuità di comando a un ufficio in crisi didentità da un decennio, causa la prematura scomparsa di Bruno Contardi, il trasferimento a Roma di Caterina Bon Valsassina, il precoce abbandono di Maria Teresa Fiorio, il mezzo servizio a interim della torinese Enrica Spantigati. Unico neo, linterim della Liguria, per cui dovrà dividersi tra Milano e Genova. Era proprio necessario accettare anche Genova? «Il ministero è a corto di personale direttivo, in attesa del nuovo concorso. Non potevo dire di no. Ma sarà per poco. Meno di un anno, spero». La sua carriera comè iniziata? «Con due borse di studio: alla Fondazione Longhi di Firenze e alla Bibliotéque Nationale di Parigi, dove per tre anni ho studiato la miniatura lombarda. Poi, negli anni 80, ho vinto due concorsi: per luniversità e per la soprintendenza, che ho scelto perché mi piace la concretezza di questo lavoro. Lopera darte qui non la studi soltanto, la tocchi letteralmente con mano. Dal 1981 sono stata responsabile del territorio milanese e dellufficio esportazione e ho diretto diversi restauri». Gli appuntamenti più importanti in agenda? «Il bicentenario della Pinacoteca, lampliamento del museo, lExpo». Cominciamo dal bicentenario. «Cade lanno prossimo, ma ancora non so quali finanziamenti avremo dal ministero. Ne parlerò al più presto con Bondi». La Grande Brera è un sogno antico. Cominciò a parlarne, negli anni 70, Franco Russoli. Ma i cronici conflitti tra Soprintendenza e Accademia, inquilini litigiosi di un palazzo troppo stretto per due, hanno sempre bloccato tutto. «Io conto di realizzarlo. LAccademia ha accettato di trasferire parte delle sue attività nella caserma Mascheroni. Aspettiamo solo lok del ministero della Difesa. Dovrebbe arrivare a luglio». Come pensa di utilizzare i nuovi spazi? «Dobbiamo ricollocare le tante opere oggi custodite nei depositi. Aprire una sala per le mostre temporanee. E unaltra per il pubblico, dove organizzare incontri, conferenze, proiezioni». E per lExpo, che cosa ha in mente? «Una pinacoteca rinnovata, ampliata, perfetta. Capace di moltiplicare i visitatori. Oggi sono circa 200mila lanno (agli Uffizi sono oltre un milione e mezzo, ndr), ma Brera ne merita molti di più. Vorrei allestire una grande mostra sullarte italiana di tutti i tempi. Una vetrina dei capolavori custoditi nei nostri maggiori musei. Nella speranza che riesca a ottenere i prestiti».
LOMBARDIA - Bandera: la Grande Brera e maxi-mostra per lExpo
La nuova soprintendente al Patrimonio storico e artistico di Milano, Sandrina Bandera, parla della sua nomina e del suo nuovo ruolo. È stata nominata per governare un territorio vasto, che include Milano, Bergamo, Como, Pavia, Sondrio, Lecco, Lodi e Varese. La sua nomina dovrebbe assicurare continuità di comando a un ufficio in crisi. Bandera parla anche del bicentenario della Pinacoteca, che cade l'anno prossimo, e del suo piano per realizzare la "Grande Brera", un sogno antico di Franco Russoli.
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